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«Le case in una zona degradata» Protesta contro una ex fabbrica

«Le case in una zona degradata» Protesta contro una ex fabbrica

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EMPOLI. I residenti di Pontorme protestano per le condizioni di una area industriale, ora inutilizzata da tempo, la ex Mazzoni ferro. Dall’altra parte il proprietario dell’edificio ribatte, punto per punto, alle accuse che gli vengono mosse.

Il caso viene fuori a seguito di una lettera inviata ieri da Elena Spinelli, residente della frazione empolese e portavoce di un gruppo di residenti della zona.

Nonostante che l’area sia di proprietà privata le accuse degli abitanti sono rivolte anche al Comune di Empoli. «Sono passati ormai alcuni mesi da quando i cittadini di Pontorme hanno raccolto le firme per mettere in sicurezza il degrado ambientale del quartiere e, soprattutto, lo stato di abbandono della ex ditta di rottamazione del ferro. Come se non bastasse la sua fatiscenza, entro quelle mura vi prolificano indisturbati animali nocivi come i ratti».

Nella lettera si sottolinea l’importanza storico artistica della frazione, mettendo in evidenza «la chiesa di San Michele Arcangelo, la chiesa di San Martino, la casa natale dell’eccelso pittore Jacopo Carucci, detto il Pontormo», per criticare l’azione dell’amministrazione comunale “colpevole” di dedicare la maggior parte delle sue attenzioni al centro cittadino.

Un attacco a tutto tondo: «Dopo alcune interpellanze e la richiesta di un intervento per debellare tale disagio, non abbiamo mai ricevuto risposte concrete da parte dell’amministrazione comunale. La politica di sinistra, che un tempo si occupava dei diritti dei più disagiati, in questo caso è completamente assente, e ci rammarichiamo per questa latitanza. Ci auspichiamo che questa denuncia faccia breccia in alcune coscienze, e che faccia credere che non esistono cittadini di serie “B”, né a Pontorme né altrove».

I residenti, di cui Spinelli si fa portavoce a fronte delle centinaia di firme raccolte, hanno denunciato svariate volte la situazione, ma «non ha scosso le coscienze dei nostri governanti, di chi è proposto a garantire il bene comune, compreso i bisogni dei cittadini di serie “B”. Siamo, purtroppo, stati impediti dalla pandemia a convocare un’assemblea finalizzata a una coesione sociale per propugnare la nostra azione di denuncia».

Elena Spinelli ci mette la faccia, o almeno la penna, per tutti, e Aldo Mazzoni, proprietario del sito sotto attacco dei residenti, le risponde. «Abbiamo fatto tutto quello che ci è stato chiesto dai residenti di Pontorme – dice Mazzoni – stiamo lavorando con Arpat e un laboratorio per trovare la soluzione migliore per quel che riguarda la risistemazione dell’intera area».

Già in questi anni, da quando l'area è stata dismessa, Mazzoni sottolinea di aver risposto alle esigenze dei pontormesi: «Abbiamo tolto tutto l’eternit che era presente – spiega – ripulito il piazzale, tagliato i rami degli alberi che davano fastidio e che gli stessi residenti ci hanno segnalato. I lavori chiesti dai residenti sono sempre stati tempestivi». E conclude: «Risolveremo la questione e se c’è stato un ritardo non è a causa della famiglia Mazzoni».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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