Centro benessere chiuso dal Comune dopo il controllo dei carabinieri del Nas
I titolari del “Giglio” di via Donatello avrebbero portato avanti l ’attività di estetista senza autorizzazioni
Marco Pagli
empoli. Portavano avanti l’attività di estetista senza le certificazioni e gli attestati necessari. Per questo con un’ordinanza comunale è stato chiuso un centro benessere, in seguito a un controllo dei carabinieri del Nas. Si tratta del centro benessere “Giglio” di via Donatello, a Empoli.
L’ordinanza impone la chiusura immediata dell’attività. Il sopralluogo dei militari del Nucleo antisofisticazione e sanità di Firenze all’interno del centro è avvenuto il 31 ottobre scorso e ha messo in luce alcune irregolarità. Il verbale, inviato al settore Suap, Attività economiche ed edilizia privata del Comune di Empoli, specifica, infatti, la mancanza della documentazione richiesta per lo svolgimento dell’attività di estetista. Un’attività che non era stata dichiarata dai titolari dell’azienda, ma che veniva evidentemente portata avanti.
In particolare, durante il sopralluogo i carabinieri hanno rilevato la presenza di «doccia idromassaggio, strumento inserito nell’elenco delle apparecchiature elettromeccaniche per attività di estetista». Inoltre, è stato accertato che all’interno del centro “Giglio” venivano praticati i cosiddetti «massaggi svedesi, che non sono ricompresi nell’elenco delle discipline del benessere e bionaturali riconosciute dalla Regione Toscana» e definite da un’apposita legge regionale.
I servizi messi a disposizione dal centro – come viene riportato nella presentazione dell’azienda sui propri profili social e sui principali siti specializzati – vanno dai massaggi orientali con vasca ai massaggi giapponesi, rilassanti a quattro mani, massaggi thailandesi e svedesi. Le conclusioni a cui sono arrivati i carabinieri sono che «l’attività svolta rientra nel novero di quella dei centri di estetica soggetti a comunicazione di inizio attività e presso cui deve operare personale in possesso della qualifica di estetista rilasciata ai sensi della vigente normativa regionale».
Una documentazione che, tuttavia, non c’era. Il centro benessere, infatti, non aveva mai presentato la Scia agli uffici comunali competenti. Inoltre, non era mai stato conseguito l’attestato di formazione professionale per lo svolgimento dell’attività di estetica. Quest’ultima può essere praticata solo da coloro che hanno conseguito un’apposita qualifica professionale, che presuppone la conoscenza delle caratteristiche tecniche della strumentazione e degli apparecchi elettromeccanici utilizzati.
Così è stata disposta l’immediata chiusura del centro, con conseguente sanzione amministrativa. Per i titolari rimane la possibilità di opporsi al provvedimento, facendo ricorso al Tar entro sessanta giorni dalla notifica dell’ordinanza.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google