Il Tirreno

Empoli

l’emergenza coronavirus 

La pandemia ha colpito duro anche qui Nel 2020 decessi aumentati del 14%

Marco Pagli

Dall’esplosione del Covid fino alla fine dell’anno scorso i morti in più nell’Empolese Valdelsa sono stati 222

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Marco Pagli

Empoli. Nell’anno della pandemia la mortalità nell’Empolese Valdelsa cresce di oltre il 14 per cento rispetto alla media dei cinque anni precedenti, con 222 morti in più accertati. È la fotografia spietata su quanto ha influito l’emergenza coronavirus nei mesi più duri dell’emergenza sanitaria. I numeri forniti dall’Istat ed elaborati da Infodata certificano un aumento dei decessi che in alcuni comuni arriva a superare il trenta per cento.

Tutto questo è successo tra l’inizio di marzo e la fine di dicembre del 2020: in mezzo ci stanno le due prime ondate di Covid. Non siamo di fronte alle percentuali impressionanti dei due comuni bergamaschi - Alzano Lombardo e Nembro - che sono diventati il simbolo della prima ondata: qui l’incremento dei decessi tra marzo e dicembre dello scorso anno e la media dei cinque anni precedenti nel medesimo periodo oscilla tra il 110% e il 138%. Tuttavia anche nel circondario dell’Empolese-Valdelsa l’impatto è stato forte, con particolare riferimento all’autunno e all’inverno 2020 quando il virus ha colpito senza tregua il territorio entrando nelle case di riposo e riempiendo i reparti degli ospedali.

Le cifre fornite dall’Istituto nazionale di statistica si riferiscono al totale dei decessi registrati nei dieci mesi considerati. Non tutti, insomma, sono dovuti al Covid. Ma guardando nel complesso la situazione risulta evidente che la variazione c’è stata eccome, con i morti che passano da una media stagionale di 1.571 tra il 2015 e il 2019 ad un totale di 1.793 nel 2020. Un’evidenza che purtroppo sembra in questi mesi passata in secondo piano, come se della tragicità di quel periodo – a cui comunque sono seguiti mesi altrettanto duri e drammatici – ci si potesse dimenticare.

Entrando nel dettaglio territoriale, si può osservare come la variazione della mortalità più significativa si registri in uno dei comuni più piccoli, Capraia e Limite. Qui, si è passati da una media di 48 decessi tra marzo e dicembre nei cinque anni precedenti lo scoppio della pandemia ad un totale di 64 nei dieci mesi dello scorso anno: il 33 per cento in più di morti. Peggio in provincia di Firenze è andata solo a Pelago (+35,7 per cento) e a San Godenzo (+53,8 per cento), altri due piccoli comuni.

Gli altri due territori dell’Empolese Valdelsa più colpiti da questa crescita sono Fucecchio e Vinci, dove si sta sopra i venti punti percentuali. Nel primo si è passati da una media di 200 a 250, con un incremento del 25 per cento. Nel secondo, invece, i decessi in più sono stati 27, che corrispondono ad un’impennata del 20 per cento.

Ci sono poi altri comuni dove la percentuale di aumento è in linea con la media dell’area. A Montespertoli, ad esempio, si sta leggermente sopra con il 16 per cento in più di decessi nel confronto tra i diversi anni. Si è passati, infatti, dai 106 medi registrati tra il 2015 e il 2019 ai 123 accertati tra marzo e dicembre del 2020.

A Empoli la crescita è stata del 15 per cento, con la differenza in assoluto più alta: 70 decessi in più, passando dalla media di 459 degli ultimi cinque anni ai 528 dello scorso anno.

Percentuale simile anche a Montaione, dove si è saliti da 47 morti medie a 54. Poco meno del 10 per cento sono aumentati i decessi a Cerreto Guidi, mentre a Gambassi ci si è fermati al 7,5 per cento in più.

Le percentuali di crescita minori si sono registrate a Castelfiorentino, dove i morti sono passati da 169 a 177 (+4,7 per cento), e a Montelupo, dove dai 117 degli anni precedenti si è arrivati a 120 (+2,6 per cento).

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