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Volontariato, servono rinforzi Il Cesvot ora lancia l’allarme

Viola Centi
Volontariato, servono rinforzi Il Cesvot ora lancia l’allarme

Il presidente Esposito: «Settore particolarmente colpito dalla pandemia» Intanto cresce l’età media chi dedica il proprio tempo alle associazioni

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Viola Centi

Empoli Il volontariato sempre in prima linea ma a corto di rinforzi. È quanto emerge da una rilevazione promossa da Cesvot (Centro Servizi Volontariato Toscana) che tasta il polso alle associazioni di volontariato della provincia di Firenze nel periodo del post lockdown.

Così come cresce la crisi tra i medici e il personale sanitario, colpito come carichi di lavoro e come sensibilità dalla pandemia, anche per il volontariato i numeri sono impietosi. Il 58% delle organizzazioni intervistate per la rilevazione (pubblicata nel Quaderno “Le organizzazioni di volontariato. Identità, bisogni e caratteristiche strutturali in Toscana” a cura di Irene Psaroudakis e Andrea Salvini dell’Università di Pisa) dichiara che i volontari sono stabili o in diminuzione, mancano rinforzi, e 4 su 10 hanno il problema di reperire finanziamenti.

La ricerca è stata svolta da aprile a novembre 2020 su un campione di 598 organizzazioni di volontariato (Odv) della provincia di Firenze compreso l'empolese-valdelsa, territorio da sempre molto attivo su questo fronte, con 341 interviste, coinvolgendo il 57% delle Odv. Quelle che durante il 2020 hanno dichiarato la propria estinzione o hanno cambiato natura diventando associazioni di promozione sociale sono il 5,5%. «È un volontariato che è stato colpito in modo consistente dalla pandemia – spiega Marco Esposito, presidente di Cesvot – ma che ha saputo giocare un ruolo importante nella tenuta delle relazioni sociali, costituendo un mezzo effettivo di resilienza sociale, di fronte al lockdown e al distanziamento sociale. Ora senza volontariato non c'è ripresa che tenga. Cesvot sarà sempre più accanto alle associazioni, la campagna di promozione del volontariato sta dando buoni risultati».

Le organizzazioni che hanno partecipato radunano 24.267 volontari, di cui il 51,3% maschi e il 48,7% donne. Il 2,2% dei volontari ha meno di 18 anni, il 13,8% sono i giovani tra 19-29, il 31,9% adulti dai 30 ai 54, il 23,3% è tra i 55 anni e i 64 e, infine, il 28,9% appartiene alla classe dei volontari con età pari o superiore a 65 anni. Segno di “un'adultizzazione” sempre più marcata del settore, che richiede un cambio di marcia: per il 40% circa delle associazioni il tema del reperimento di risorse economiche è fondamentale mentre per 2 associazioni su 3 il trend dei volontari è che stanno rimanendo uguali o addirittura calando.

Nel dettaglio, rispetto agli ultimi 5 anni, il 41% delle Odv fiorentine ed empolesi dichiara che il numero di volontari è aumentato, il 29,7% segnala che tale disponibilità è diminuita, mentre per il 28,3% il numero di volontari è rimasto il medesimo. Per migliorare la propria presenza sul territorio, il 32% dichiara che sarebbe necessario incrementare la collaborazione con gli enti pubblici nello spirito della co-progettazione; il 23,7% segnala invece la necessità di aumentare il numero dei volontari mediante attività mirate di “reclutamento”. Il 15,2% indica l’importanza di ampliare la collaborazione con altri enti del terzo settore. Il 7,9% mette in rilievo i finanziamenti, da far crescere con attività mirate. Per il 5,3% sarebbe necessario sviluppare una maggiore capacità di progettazione.

Il settore comunque denota resilienza pur in una fase difficile. Il 61,4% delle associazioni fiorentine ed empolesi ha organizzato attività in risposta all’emergenza sanitaria, anche con creatività e lanciandosi in nuove avventure: tra queste, il 17% ha realizzato attività nuove e il 34% ha continuato a erogare servizi già presenti. Il 49%, infine, ha introdotto interventi nuovi, pur continuando a svolgere anche le attività consuete.

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