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Il Comune stanzia 24mila euro per gli scavi alla villa romana
montaione. Ci crede il Comune di Montaione e non poteva essere diversamente dopo l’impegno direttamente sul campo, cioè sullo scavo archeologico, e successivamente negli investimenti culturali storici che riguardano il museo civico cittadino, nel rinnovare la volontà di continuare ad indagare il sito romano di Sant’Antonio. Negli ultimi atti, approvati dalla giunta guidata dal sindaco Paolo Pomponi, il Comune ha deciso di stanziare fino al 2024 circa 24mila euro, che si suddividono in 8mila euro annui. Sarà questa la somma sul piatto per portare avanti lo scavo e continuare così a scoprire ciò che dal 2012 fa sorprendere gli studiosi dell’associazione archeologica della Valdelsa e tutta la comunità. Terme e una villa, queste le ultime scoperte maturate nel 2021 e che adesso attendono il nuovo nulla osta da parte della Soprintendenza per poter proseguire nel prossimo triennio. I privati hanno già dato il loro via libera per poter consentire nel 2022 l’accesso all’area di scavo e il sì da parte dei soggetti competenti è una mera formalità. Il sogno dell’amministrazione comunale è quello di dar vita ad una area che possa essere visitabile dalle giovani generazioni e da tutti i turisti. La campagna di scavo è cominciata nel 2012 e si trova poco distante da un altro sito storico del comune di Montaione, quale è la cisterna romana. L’attuale sito di Sant’Antonio vede edificazioni che spaziano fra il primo secolo avanti Cristo e il terzo secolo dopo Cristo. Sono stati messi in evidenza una serie di edifici quadrangolari in successione, pavimentati a coccio pesto e probabilmente coperti con tettoie in legno e tegole. Per il 2021, dopo lo stop per il Covid nel 2020, l’indagine si è concentrata sull’estensione del complesso termale con lo scavo dell’unica porzione non ancora riportata in luce, il calidarium. Si tratta di un ambiente riscaldato, in cui il visitatore sudava e poteva rinfrescarsi con l’acqua di un’apposita vaschetta, prima di passare agli altri ambienti. Adesso per il 2022 si andrà avanti, scoprendo nuovamente quello che è stato già messo alla luce, alla ricerca di nuovi spazi. In campo ci sarà una squadra di archeologi formata da Antonio Alberti, Sabrina Bartali, Fabio Stratta, Alessandro Costantini e Alessandro Carboni, aiutati da tanti volontari.
G.B.
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