Il presidio
Spaccio di coca, tra i 14 indagati anche il pusher di Ilaria Rinaldi
Matteo Leoni
empoli. C’è anche un pusher di origine albanese accusato di aver venduto cocaina alla ex ciclista professionista Ilaria Rinaldi – morta per overdose nell’aprile del 2018, nella sua casa di Gambassi Terme – tra gli indagati nell’inchiesta su un giro di spaccio nelle province di Firenze e Siena chiusa di recente dalla procura del capoluogo toscano. All’uomo, difeso dall’avvocato Cristina Masetti, viene contestato tra l’altro di aver ceduto due dosi di polvere bianca alla sportiva, in concorso con un italiano. Inizialmente era stato iscritto sul registro degli indagati anche per il reato di morte in conseguenza di altro delitto, proprio in relazione al decesso della sportiva. Poi l’accusa è stata archiviata. La coca infatti sarebbe stata ceduta in una sola occasione, e il pusher, che non aveva mai avuto altri contatti con lei, secondo il giudice non avrebbe potuto prevedere l’esito fatale.
Complessivamente, l’avviso di conclusione indagini, firmato dal pm Giacomo Pestelli, è stato notificato a 14 persone. Nell’ambito dell’inchiesta nei mesi scorsi i carabinieri di Firenze e Siena hanno arrestato quattro persone, due in flagranza e due in esecuzione di misura cautelare. Tra queste ultime, appunto, anche il pusher accusato di aver ceduto la cocaina alla ex ciclista professionista nel 2018, finito prima in carcere e poi ai domiciliari. L’uomo è anche indagato per vari episodi di detenzione di droga ai fini di spaccio tra marzo e giugno 2020.
L’attività degli spacciatori infatti non si sarebbe fermata neppure durante il periodo del lockdown. Con una maggiorazione dei prezzi di vendita, la droga veniva consegnata a domicilio utilizzando le mascherine chirurgiche per nascondere le dosi. Per evitare i controlli in periodo di pandemia, i pusher sostenevano di non poter togliere la mascherina perché venuti a contatto con positivi al virus.
Secondo gli inquirenti, gli spacciatori avrebbero ottenuto ricavi complessivi per circa 40mila euro al mese. Individuate due basi dello spaccio di cocaina, hashish e eroina, a Siena e a Castelfiorentino. I carabinieri, durante le indagini, hanno sequestrato oltre un chilo di cocaina, tre chili di marijuana e 900 grammi di hashish.
Nel mirino degli investigatori sono finite anche alcune donne, fidanzate con i membri della banda, che si occupavano del trasporto della droga nascondendola nella biancheria intima indossata. Il sistema di spaccio era ramificato in diversi comuni del Senese e del Fiorentino, tra cui Siena, Monteriggioni, Colle di Val d’Elsa, San Gimignano, Poggibonsi, Certaldo, Castelfiorentino, Gambassi Terme, Montaione, Barberino Valdelsa, Montelupo e Pontedera.
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