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Stanze del Palazzo Pretorio, corsa per riaprirle al più presto
CERTALDo. Ha fretta il sindaco di Certaldo, Giacomo Cucini, e lo si vede nelle sue parole in consiglio comunale in merito a Palazzo Pretorio. Vuole avviare quanto prima i lavori necessari per poter rendere nuovamente disponibili al pubblico tutti quegli spazi che sono chiusi a seguito di alcune verifiche da parte del genio civile e ridimensionate nel corso del tempo.
La vicenda è nota da anni, a livello istituzionale e politico, quando il Comune di Certaldo dopo il restauro diviso in tre lotti di Palazzo Pretorio, simbolo del borgo medioevale, fece riscontrare alcuni documenti legati al progetto stesso che non erano stati inviati al genio civile. Un intervento da un milione e mezzo di euro, ripartiti con 875mila euro di fondi regionali e 625mila euro di risorse comunali. Scattò allora in via preventiva la decisione da parte del Comune di Certaldo di chiudere alcuni spazi, in attesa di risposte da parte degli organi competenti e una rivalsa su chi aveva orchestrato i lavori. Come ribadito in consiglio comunale dal sindaco Cucini e dal vicesindaco, Francesco Dei, il contenzioso con i parenti dell’ex ingegnere, Gennaro Tampone, ora deceduto, si è chiuso con una buonuscita a favore dell’amministrazione comunale pari a 130mila euro. Somma che il Comune di Certaldo ha accettato rispetto alla richiesta iniziale di 700mila, in quanto, sempre fra le stesse note diffuse, eventuali ed ulteriori passaggi in aule di tribunale avrebbero portato ad un esito incerto oltre che una attesa infinita. «Con questa variazione di bilancio abbiamo gettato le basi per restituire gli spazi a tutti i cittadini e turisti. Il camminamento sui merli, le stanze del cavaliere e le prigioni. Si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel». Il danno per il sistema museale di Certaldo non è solo infatti legato agli spazi ma anche economico con il fatto che il biglietto adesso è ridotto ma nel corso degli anni, dal 2015 ad oggi, è aumentato di un euro, rispetto a ciò che si può vedere. Una situazione della quale si è discusso a lungo in consiglio comunale e anche nelle relative commissioni e che adesso vede un nuovo capitolo volto a sbloccare queste parziali chiusure.
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