Il presidio
Juve battuta, esulta anche il tifoso bianconero
Sono andate a ruba le locandine del Tirreno sulla storica vittoria di Torino. Con i complimenti di un “insospettabile”
empoli. Sono andate a ruba le locandine del Tirreno distribuite ieri insieme al giornale, quelle che celebrano la storica vittoria dell’Empoli sul campo della Juventus, sabato sera all’Allianz Stadium. E l’entusiasmo per l’affermazione degli azzurri ha contagiato anche gli insospettabili, per esempio i tifosi bianconeri che però sono nati e cresciuti a Empoli, e dunque hanno riservato una parte del loro cuore alla squadra della città.
Uno di loro è sicuramente Freddy Lavezzo, titolare del negozio di dischi Discofollia. «Sì, sono juventino, ma sono anche innamorato follemente della mia città. Per questo alla Juve concedo di perdere un paio di partite all’anno, quando gioca con l’Empoli...».
Tra i lettori che sono corsi a comprare il giornale per portarsi a casa la locandina c’è anche Francesco Tegolo, che l’Empoli l’ha vissuto da calciatore, facendo tutta la trafila delle giovanili fino alla Primavera. Ai tempi giocava con Di Natale e Birindelli e c’è da scommettere che è uno di quelli a cui sono venuti gli occhi lucidi quando ha visto gli azzurri esultare all’Allianz Stadium. «Sono supercontento – dice – Da ex calciatore posso dire che è una grandissima vittoria e penso che quest’anno potremo divertirci con questa squadra».
Nicola Nozzoli invece è uno dei tanti che si mangiano le mani per non essere stati presenti a Torino nella magica notte di sabato. «Mamma mia che spettacolo – dice sventolando la locandina – Ormai siamo nella storia. Peccato soltanto non esser potuto andare in trasferta».
Altri, come Adriano Braschi, sono più misurati: «Ovviamente sono contento e spero che la serie positiva possa continuare». Che è un po’ la speranza di tutti, anche se nessuno si illude di aver superato lo scoglio più grande. Come sempre in Serie A gli azzurri dovranno sudare per raggiungere il loro personale scudetto, che si chiama salvezza.
Qualcuno, però, rivendica doti profetiche e professa ottimismo, come Carlo Pianigiani: «Io me l’aspettavo questa vittoria, e dico che ci salveremo sicuramente».
Altri volano basso. «È un evento sportivo e sono molto contento» dice Franco Ramerini.
In effetti volare basso non è una cattiva idea. Ha tentato di farlo anche l’allenatore Aurelio Andreazzoli subito dopo la partita, quando ha detto che era contento soprattutto per i tre punti conquistati, più che per il significato simbolico del successo a Torino. Lui è abituato a fare i conti con gli alti e bassi di un campionato difficile come quello di Serie A e sa che gli entusiasmi fanno presto a cresce e altrettanto presto a sgonfiarsi. Spetta alla squadra sul campo alimentarli. E forse un po’ anche al pubblico sugli spalti (pochino all’esordio con la Lazio) non farli spegnere.
Paolo Nencioni
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
