Il presidio
L’occhio non ama la mascherina La scoperta in arrivo da Certaldo
Una docente che insegna all’istituto di ottica di Vinci ha portato avanti una ricerca con 3.600 persone
Giacomo Bertelli
CERTALDO. Irritazione degli occhi, difficoltà nella respirazione e appannamento degli occhiali per l’uso quotidiano delle mascherine. Sono i risultati messi in evidenza dallo studio della docente universitaria certaldese, Laura Boccardo, all’Irsoo di Vinci, l’istituto di ricerca e di studi in ottica e optometria.
Sono stati analizzati questionari di 3605 partecipanti che lei stessa ha preparato durante la prima ondata del Covid 19 che ha comportato una chiusura totale per centinaia di attività e professioni. Una ricerca che ha trovato spazio e menzioni a livello italiano e che ha potuto contare sulla generosità dei suoi stessi studenti ed amici che hanno reso il suo sondaggio promosso tramite la rete. Laura è di origine ligure, 50 anni, ma da oltre 25 anni, vive in Toscana, a Certaldo.
Ha lasciato la sua terra natia per recarsi nel paese del Genio e studiare così all’Irsoo il mondo dell'ottica. All'interno di questa scuola ha conosciuto Antonio Calossi, un altro certaldese, con una passione innata per l’ottica e collezionista di macchine fotografiche storiche. Una conoscenza che li ha visti poi convolare a nozze e mettere in piedi una attività a Certaldo, lo studio Calossi, fra i più longevi del territorio.
La prima ondata di Covid 19 ha bloccato la loro attività che si basava anche sulle visite alle persone per studiare le loro problematiche agli occhi e questo ha visto quindi la dottoressa Boccardo dar vita ad uno studio che potesse approfondire dettagliatamente le eventuali complicanze che l’utilizzo costante delle mascherine potesse arrecare alle persone.
«Non mi aspettavo una simile risposta dai miei studenti. Ho cominciato a studiare le modalità per dar vita a sondaggi e questionari su internet e con strumenti facili ed intuitivi abbiamo raggiunto oltre 3600 persone – spiega la docente – Tale studio è stata una mia iniziativa che mi ha impegnata per circa un mese, chiamando in causa persone dagli 11 fino agli 80 anni. I miei studenti mi hanno dato una grande mano a diffondere l’iniziativa».
Uno studio che è stato pubblicato su Contact Lens & Anterior Eye, fra le prime 20 riviste al mondo del settore.
Una pubblicazione che ha permesso di analizzare i dati ricavati e trarre alcune conclusioni. Circa un terzo (32,1%) dei partecipanti non ha mai avuto sintomi; tra i restanti due terzi la maggioranza (54,3 % del totale dei partecipanti) ha avuto almeno saltuariamente sintomi di “occhio secco” e il restante 13,6% ha avuto la sintomatologia frequentemente.
Di questi ultimi due gruppi di soggetti sintomatici, per un totale del 67,9% della popolazione, il 72% non ha notato variazioni con l’uso della mascherina, il 26,9% ha notato un peggioramento dei sintomi, e solo lo 0,8% un miglioramento della condizione. Si può concludere che il 26,9% del 67,9% del campione di popolazione analizzato, ovvero il 18,3%, ha avuto un occhio secco associato alla mascherina.
Altri risultati dall’analisi dei dati mostrano che sia i sintomi che il peggioramento dovuto alle mascherine sono più frequenti nella popolazione femminile, e che i portatori di correzione ottica, sia essa con occhiali o con lenti a contatto, accusano il peggioramento dei sintomi più frequentemente rispetto a coloro che non la portano. «Il tema mi ha visto coinvolta sin da subito – conclude – occorreva muoversi in fretta, in quanto di fronte a tali studi, ci può essere sempre qualcuno pronto ad avere la tua stessa idea».
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