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tra castelfiorentino e montaione 

Colline in fumo a Santo Stefano, il sindaco bacchetta i disattenti

Viola Centi
Colline in fumo a Santo Stefano, il sindaco bacchetta i disattenti

Falorni: «Basta solo una cicca per far scoppiare di tutto. Bisogna metterci la testa». Per spegnere l’incendio sono stati impiegati sedici mezzi e due elicotteri 

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CASTELFIORENTINO. Un grosso incendio è divampato nel pomeriggio di martedì al confine tra Castelfiorentino e Montaione. La zona è quella sotto la collina di Santo Stefano: le fiamme sono partite prima da un terreno incolto, poi si sono propagate ad un’area boschiva limitrofa.

Sul posto sono intervenute 16 unità dei vigili del fuoco e almeno otto squadre di volontariato dell'antincendio boschiva della Protezione civile di Castelfiorentino, Certaldo e Montaione, e un elicottero della Regione Toscana.

I sindaci dei due comuni limitrofi hanno monitorato la situazione da vicino. Alessio Falorni, primo cittadino di Castelfiorentino, durante una diretta social, ha richiamato l'attenzione di tutti al corretto comportamento durante periodi di grande siccità: «È una vista davvero triste, ogni anno qualche collina sparisce – ha detto Falorni – Spero almeno che non sia doloso. Basta davvero solo una cicca per far scoppiare di tutto. Bisogna metterci la testa, basta una disattenzione e questo è il risultato».

Durante le operazioni sull’incendio è stato richiesto anche l'intervento di un elicottero a supporto delle squadre di terra.

Molti, sul profilo Facebook del sindaco di Castelfiorentino, ipotizzavano ieri la colpa dell’innesco dell’incendio non a una disattenzione, ma a un gesto doloso.

E Falorni ha concluso: «I ringraziamenti più profondi alla macchina della Regione Toscana di Protezione antincendio boschivo, ai vigili del fuoco, e alla protezione civile e alla polizia municipale dell’Unione. Avere un sistema efficiente, come si vede, non mette al riparo dagli incendi, ma permette di affrontarli nel migliore dei modi».

«Mi appello ai cittadini e ai turisti ad essere più responsabili – ha sottolineato ieri anche il governatore della Regione Toscana, Eugenio Giani – perché la maggior parte degli incendi sono dovuti alla disattenzione”.

Ieri infatti il servizio antincendio toscano ha dovuto fronteggiare altri due roghi, uno in provincia di Lucca, l’altro in quella di Grosseto, e solo pochi giorni fa le fiamme hanno distrutto di nuovo la vegetazione sul Monte Serra nel pisano.

Secondo i dati di Effis diffusi ieri da Coldiretti, i grandi incendi in Italia sono cresciuti del 256% nell'estate 2021.

Tutto ciò costa all’Italia circa un miliardo di euro fra opere di spegnimento, bonifica e ricostruzione. «Se da una parte sei incendi su dieci sono di origine dolosa – sottolinea Coldiretti - dall’altra per effetto della chiusura delle aziende agricole, la maggioranza dei boschi nazionali si trova senza sorveglianza per l’assenza di un agricoltore».

Per difendere il bosco italiano, continua la Coldiretti, «occorre creare le condizioni economiche e sociali affinché si contrasti l’allontanamento dalle campagne e si valorizzino quelle funzioni di vigilanza, manutenzione e gestione del territorio svolte dagli imprenditori agricoli, anche nei confronti delle azioni criminali».

Viola Centi

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