Tra 40 giorni chiusi due centri vaccinali e a fine novembre anche quello all’ex Sesa
Il presidente della Società della salute dell’Empolese Valdelsa: «Poi partirà un’organizzazione con i medici di famiglia»
Viola Centi
EMPOLI. Una popolazione di 167.720 persone, un ospedale che serve fino a 250mila utenti, 133.831 vaccinati con una sola dose e 102.933 con due. Mancano all’appello sicuramente i giovanissimi, per i quali la campagna vaccinale è appena iniziata, ma questi sono i numeri relativi alle somministrazioni dell’Empolese Valdelsa, a ieri. Con la prospettiva della chiusura di due grandi punti vaccinali, quello di Certaldo, al centro polivalente Antonino Caponnetto, e quello di Fucecchio, al Palasport, il 30 settembre. «Resterà probabilmente solo Empoli, alla Fondazione Sesa – conferma Alessio Spinelli, presidente della Società della salute del circondario – ma è giusto che questi luoghi riprendano anche le loro attività. La chiusura dei due centri è stata decisa già nel corso di una riunione con la Asl Toscana centro, ma vediamo».
Secondo il sindaco delegato alla salute, nel territorio dell’Empolese Valdelsa «siamo a un buon livello di somministrazioni, sia della prima che della seconda dosa, molti hanno già fatto il ciclo completo». Ma senza i centri, se qualche ritardatario vorrà vaccinarsi, cosa dovrà fare? «Questo lo stabilirà la Regione Toscana, la campagna viene decisa a livello regionale. Empoli resterà aperto, per ora, fino a novembre, quindi potranno andare lì, oppure dalla Regione studieranno un sistema coi medici di famiglia». I medici di base, come i pediatri di famiglia, magari intenti a convincere anche i più scettici e a sciogliere qualche dubbio a chi ancora non vuole aderire alla campagna vaccinale. «Ancora non c'è un accordo con i medici di medicina generale – dice Spinelli – sarà deciso dall’alto, ma alla fine penso sarà così».
I medici di famiglia già negli scorsi mesi hanno preso parte alla campagna vaccinale somministrando le dosi ai più anziani, chiamandoli a casa uno per uno e in base alla gravità delle patologie pregresse. Spinelli pensa a un proseguo della campagna anti-Covid con le vaccinazioni stile influenza stagionale: zLe fanno tutti gli anni, e poi chi meglio di loro può sapere come trattare certi pazienti? Chissà, magari arriverà un vaccino polivalente, sia per il Covid che per l’influenza stagionale. Che poi, con le mascherine, lo scorso inverno pochissimi si sono ammalati con la normale influenza, forse sarebbe utile tenerle per certi versi». Ma la chiusura dei due centri vaccinali di Certaldo e Fucecchio non è proprio cosi scontata e data per certa. «Le attività ripartiranno in caso si decida per la somministrazione della terza dose – spiega Spinelli – ma non è detto che siano gli stessi luoghi». Una alternativa ai centri vaccinali, oltre ai medici di famiglia, potrebbero essere le farmacie, già in prima linea dal 9 giugno sulle somministrazioni: nell’Empolese Valdelsa sono ben 11, una a Empoli, una a Montelupo Fiorentino, una anche a Capraia e Limite, così come a Certaldo e Cerreto Guidi, tre a Fucecchio, e due a Castelfiorentino. Il sindaco ieri mattina ha chiamato personalmente in ospedale a Empoli: «Ci sono 17 persone ricoverate nel reparto Covid, di cui il 90% senza nemmeno una dose di vaccino. Sono persone tra i 50 e i 60 anni, non sono anziani. A questo serve vaccinarsi, a non finire in ospedale. In piena pandemia, forse qualcuno di loro non sarebbe nemmeno stato portato in reparto, sarebbe stato curato a casa, sono fortunati che adesso c’è posto e la situazione è gestibile».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
