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Tribunale, si torna alla carica con l’aiuto della Regione
Proposta di legge in Parlamento: le spese dell’apertura a carico dell’ente toscano e quelle della sede saranno finanziate dall’amministrazione comunale
EMPOLI. La città, attraverso la Regione, torna alla carica per avere un proprio tribunale ordinario e con la relativa Procura della Repubblica.
Le istituzioni locali, il settore legale di tutto il territorio Empolese Valdelsa, i rappresentanti delle attività produttive dell’intera area, sono unite con l’obiettivo di riattivare le attività e i servizi giudiziari. Il consigliere regionale Enrico Sostegni è il primo firmatario di una proposta di legge del consiglio della Regione Toscana che lo scorso mercoledì 28 luglio ha deliberato di presentare al Parlamento. Si tratta di un disegno di legge che prevede l’istituzione di nuovi tribunali anche nei territori (con almeno 100mila abitanti), sede in passato di sezioni distaccate di tribunale, con le spese di apertura e di manutenzione a carico delle Regioni.
Un passo fondamentale per l’ottenimento del Tribunale di Empoli, secondo il progetto elaborato dall’Associazione per l’istituzione del Tribunale a Empoli.
«La sinergia tra il consigliere Sostegni e l’associazione per la ricostituzione del Tribunale a Empoli ha prodotto questo disegno di legge che a breve inizierà il suo iter parlamentare – ha detto l’avvocato Roberto Nannelli del direttivo dell’Associazione per il Tribunale –. Credo che questo sarà un passo decisivo. Abbiamo la possibilità concreta grazie all'impegno economico che ha promesso la Regione Toscana di ottenere il nostro tribunale. Non sarebbe la riapertura di quello che avevamo: prima avevamo una sezione distaccata del tribunale di Firenze. Abbiamo scelto di cambiare e di presentare un progetto nuovo, un tribunale ordinario autonomo con sede a Empoli, che abbia competenza sui 15 comuni per un bacino di circa 250.000 abitanti».
« Un tribunale – specifica Nannelli, che ha seguito tutte le istanze portando statistiche e numeri concreti – che in Toscana può essere assimilato a quello di Siena come grandezza. Chi lavora in tribunale non dovrebbe più fare la Firenze-Pisa-Livorno, che credo siano sotto gli occhi di tutti le condizioni in cui versa. Per i cittadini sarebbe sicuramente un passo avanti notevole, perché il tribunale di Firenze, ricordiamocelo, è da sempre purtroppo tra gli ultimi posti nelle graduatorie di smaltimento delle cause. Si tratta di un tribunale troppo grande e che sta soffrendo e ha bisogno di una mano. Quindi ha bisogno di un tribunale più piccolo che faccia da drenaggio. Che si accolli le cause dell’Empolese Valdelsa e della zona del Cuoio. Tempi? Il 31 dicembre del 1923, chiuse il tribunale di San Miniato, che aveva esattamente la stessa competenza che avrebbe quello nuovo di Empoli. Saremmo tutti felicissimi se da qui al 2023, ovvero a 100 anni della chiusura di quello di San Miniato, questo territorio potesse riavere il suo tribunale, in una città diversa, perché chiaramente Empoli è la città di riferimento dei 15 comuni dell’area. Io spero che a fine 2023 si possa festeggiare questo centenario con la riapertura del nostro tribunale».
Enrico Sostegni è il primo firmatario della proposta di legge votata in consiglio regionale: «L’aula ha approvato un disegno di legge per il Parlamento: i consigli regionali hanno infatti la potestà di iniziativa legislativa. In questo caso l’ha esercitata su un disegno nel quale si chiede al parlamento di prevedere, grazie all’intesa fra ministero e presidente della Regione Toscana, di stipulare convenzioni con le quali si istituiscono nuove sedi di tribunale. Non in maniera casuale, ovviamente, ma con un bacino di popolazione di almeno 100.000 abitanti. La Regione si accollerebbe le spese della gestione, il Comune di Empoli in questo caso metterebbe l’immobile, il personale dell’amministrazione della giustizia sarà, come avviene tuttora, a carico dello Stato».
«Questo è sicuramente un altro passo fondamentale per il ritorno del tribunale a Empoli. Il percorso è iniziato molti anni fa – sottolinea la Brenda Barnini – il nostro Comune è impegnato da anni sulla giustizia, prima col giudice di pace, poi con questa operazione che riunisce tutti i Comuni dell’Unione e della zona del Cuoio e tutte le categorie di questa realtà». —
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