Il Tirreno

Empoli

S’inventano una serie tivù “grazie” al loro locale chiuso

Daniele Dei
S’inventano una serie tivù “grazie” al loro locale chiuso

Nel periodo della pandemia quattro ragazzi hanno deciso di realizzare un loro sogno e il progetto che hanno portato a termine è stato finanziato dal bando regionale “Giovanisì” 

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le idee

M entre il locale è costretto a restare chiuso per la pandemia, i suoi gestori sfruttano il tempo per togliersi una soddisfazione nella vita: buttare giù un progetto di una serie tv fantascientifica con solide basi nell’Empolese Valdelsa, con l’ambizione di andare anche sul grande schermo. E per questo sono stati anche premiati. Succede a Montelupo dove i mesi della chiusura totale della primavera 2020 hanno spinto Umberto Innocenti, Daniele Palazzo e Michele Bianconi, gestori del frequentato “Otto Bit” di via Gubbio, a ideare “Lo sciamano”, una produzione che interesserà a settembre circa 15 persone tra attori, tecnici e professionisti nelle riprese di un cortometraggio utile a presentare la serie a chi vorrà investire soldi ed energie per realizzarla concretamente. Con loro anche Stefano Cavallaro, anche lui montelupino, fondatore della compagnia “Tra i binari” e artista a tutto tondo oltre che lavoratore nell’ambito della organizzazione di eventi, quindi anche lui costretto a stare a casa quando la pandemia ha iniziato a colpire duramente il nostro paese. «Noi quattro avevamo già collaborato insieme nella realizzazione di eventi – racconta Cavallaro – e abbiamo incrociato dei sogni comuni. Era da tanto tempo che volevamo tutti entrare nella produzione audiovisiva e questo momento storico ci ha permesso in ogni caso di poter lavorare a questo soggetto. La scintilla è stata di Umberto Innocenti, ma poi abbiamo completato il tutto a otto mani». “Lo sciamano” ha un’ispirazione mista tra il western e la fantascienza, con ispirazioni che arrivano anche dai fumetti giapponesi.

Il protagonista è un pistolero collocato in un mondo alternativo, una Toscana apparentemente come la vediamo oggi ma proveniente da un grande sconvolgimento sociale e ambientale.

L’idea è ben strutturata ma servono i soldi: mille euro sono arrivati dal bando “Call 4 Ideas” della Rete Ergo, finanziato con fondi del progetto regionale “Giovanisì”. Ora però ne serviranno altri 40mila ed è già iniziata la raccolta. «Abbiamo valutato questa cifra – spiega Stefano Cavallaro – come quella utile per sostenere i costi del girato e del montaggio professionale di quattro episodi da 25 minuti ciascuno. I mille euro del bando e altri soldi che stiamo raccogliendo da sponsor locali saranno utili invece per girare il cortometraggio di presentazione. Questo lo utilizzeremo come elemento per una campagna di raccolta fondi su internet, tramite le piattaforme dedicate, per cercare di arrivare almeno ai 40mila euro, farci conoscere dalle produzioni che contano, confidare di andare poi su altri mercati poiché gireremo in lingua italiana, ma abbiamo già previsto sottotitoli in inglese, cinese e giapponese tramite professionisti».

Le prime location saranno principalmente nel Padule di Fucecchio, ma anche nell’area della Cabel a Villanova. L’intenzione è quella di far conoscere, in maniera indiretta, scorci del territorio meno valorizzati e invogliare quindi anche alla loro scoperta. «Siamo ambiziosi – conclude Cavallaro – investiremo in comunicazione e promozione, inizialmente su Youtube e social sperando in un grande salto. Le aziende possono sponsorizzarci con cifre tra i 50 e i 300 euro per il cortometraggio, per chi ci darà la cifra massima metteremo il proprio logo sulle magliette dei personaggi della serie. Ci piacerebbe che questo momento di blocco subìto da chi fa dell’arte e dello stare insieme la missione principale della propria vita, un giorno, lo guardassimo come un periodo di opportunità e di sperimentazione di nuovi linguaggi». —

Daniele Dei

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