Il Tirreno

Empoli

inchiesta della procura di livorno  

Incidenti stradali gonfiati nuovi indagati empolesi

Altro servizio a pagina 11

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. In due anni e mezzo, tra il primo gennaio 2018 e 18 giugno 2020, avrebbero gonfiato gli infortuni subiti (o addirittura inventato dal nulla) in una quarantina di incidenti stradali riuscendo così a raggirare le compagnie assicurative per una cifra complessiva vicina al milione di euro. Ma non solo. Perché il vertice di quella che – secondo gli investigatori – era strutturata come una vera associazione per delinquere, nelle varie pratiche avrebbe di volta in volta alterato e falsificato certificati, referti e fatture, tentato di corrompere medici e professionisti e provato a far sparire i soldi guadagnati illegalmente versandoli su alcuni conti correnti all’estero.

A distanza di poco meno di un anno dall’arresto da parte dei carabinieri di Francesco Papini, 63 anni, professione medico legale, e della (ex) moglie Cinzia Allegranti, 59, (dalla quale si sarebbe separato fittiziamente nel 2004) considerati il primo il regista, la seconda la tesoriera dell’organizzazione, la procura di Livorno ha chiuso le indagini su una delle inchieste più delicate degli ultimi anni in città. Primo per il numero degli indagati: settantanove, secondo per i nomi che compaiono nel documento che in questi giorni è stato notificato a tutti gli avvocati difensori. Tra le persone finite nei guai, infatti, ci sono medici, avvocati, commercianti, perfino il cantante Enrico Nigiotti. Un sistema – secondo gli inquirenti – nato a Livorno, nello studio del medico legale, sugli scali del Corso, ma talmente strutturato che nel tempo è stato riproposto in mezza Toscana.

Al vertici dell’organizzazione «dedita a commettere un numero indeterminato di delitti e istigazione alla corruzione di pubblici ufficiali quali medici», c’era appunto Papini che in un’intercettazione registrata dai carabinieri nel suo ambulatorio il 24 settembre 2019 e finita agli atti spiega il sistema su come spartiva il bottino: «Allora – dice – noi si riscuote venti (mila euro). Ti dico un classico: due e mezzo li piglia il medico, due e mezzo sono di spese e siamo a cinque. Otto li pigli te, sette li piglio io...».

Oltre al medico e alla moglie ci sono anche sette avvocati indagati per associazione per delinquere: Serena Cantini, 42 anni, Nicola Vironetti, 41, Silvia Travison, 40 di Piombino, Andrea Nelli, 51, residente a Fucecchio, Aleandra Ceccarelli, 53, di Massa, e il livornese Massimo Rachino, 61. Ciascuno – scrive il pubblico ministero Massimo Mannucci – avrebbe offerto la propria collaborazione per curare gli aspetti legali delle pratiche assicurative e la riscossione dei risarcimenti gonfiati dalla falsa documentazione sanitaria relativa alle lesioni più grave di quelle effettive. Un ruolo chiave lo avrebbe avuto Serena Cioni, 53 anni, che avrebbe avuto un ruolo di mediatrice con i vari clienti dell’organizzazione cercando anche nuove pratiche di sinistri stradali per aumentare il giro di affari e riproponendo il sistema Papini anche nella zona di Empoli, dove vive.

Affinché il sistema funzionasse c’era bisogno anche di professionisti compiacenti, che gli investigatori hanno identificato in Giuseppe Scannapieco, Massimo Nencioni e Andrea Farmalli che si occupavano – dietro la sistematica retribuzione di Papini – «di emettere referti e documentazione medica falsa».

Per l’Empolese Valdelsa sono indagati anche Andrea Cusin, 46 anni di Vinci, Carmela Nardini, 62 anni, di Montelupo, Andrea Pacini, 63 anni, di Empoli. Tra i nuovi indagati, infine, Lorenzo Spano, 34 anni, di Empoli, Elisa Tesi, di Certaldo, 41 anni. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera