Il Tirreno

Empoli

lo sfogo della madre di un’atleta 

«Scelta inaccettabile: spostamenti costosi per gli allenamenti»

M.P.

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EMPOLI. Sono amareggiati, frustrati e arrabbiati per la decisione di rimandare l’apertura della piscina comunale a fine giugno. Utenti, ma ancora di più atleti - oltre un centinaio quelli che fanno capo alla struttura empolese tra Team Nuoto Toscana Empoli, Etruria Nuoto e nuoto sincronizzato - e famiglie non ci stanno. Dopo mesi di spostamenti estenuanti e costosi per continuare ad allenarsi in altri impianti sparsi in Toscana, il ritardo nell’apertura suona come una beffa. «Ho una figlia che appartiene alla TNT – racconta Barbara Cantini – e dall’anno scorso abbiamo fatto la spola tra le piscine di Scandicci, Calenzano e Pontedera per non interrompere gli allenamenti. Altri, come ad esempio Ginevra Taddeucci che fa parte della squadra italiana di nuoto impegnata negli Europei di Budapest e che è nata e cresciuta nella compagine empolese, a Prato e Livorno. Adesso, ad oltre un anno dalle prime chiusure e con i decreti che permetterebbero la ripartenza, la piscina comunale di Empoli rimarrà inaccessibile per un altro mese e mezzo. Questo è inaccettabile. Come hanno fatto allora le altre piscine? Per loro non ci sono costi di gestione da sostenere?». Tra le questioni sollevate dalle famiglie e dallo stesso presidente del team empolese Giovanni Pistelli c’è anche quella delle spese per gli spostamenti, che sono rimaste in carico ai singoli. «Personalmente questi sette mesi di chiusura mi sono costati qualcosa come 20mila km sulla Fi-Pi-Li–- racconta Pistelli – ma non sono il solo. La situazione del nuoto, poi, è solo la punta di un iceberg: intorno alle piscine c’è un mondo di persone che comprende gli atleti, ma anche i diversamente abili, coloro che hanno bisogno dell’acqua a scopo riabilitativo o terapeutico, i semplici cittadini». —



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