Dalla cassa integrazione al circolo “La vita è bella” La sfida di una coppia
castelfiorentino. In uno dei periodi più neri per il settore della somministrazione c’è anche chi decide di lanciarsi in una nuova avventura imprenditoriale. Quella di Maurizio Cerri e della moglie Sabrina Nenci è una storia di riscatto e di intraprendenza, che si consuma sulle colline della Valdelsa, in un paese di non più di mille anime.
Barista lei, cuoco e pizzaiolo lui: entrambi cassintegrati a causa dell’emergenza Covid, hanno intravisto nel circolo Arci di Castelnuovo d’Elsa la loro opportunità di rilancio e anche di ricongiunzione familiare.
Il circolo, infatti, da alcuni mesi era rimasto senza gestione e aveva aperto un bando per trovarne una nuova, a cui affidare il bar e la pizzeria.
Ma dopo le chiusure - che per i circoli sociali sono state totali, con poche possibilità tra l’altro di fare asporto e consegne a domicilio, fino al 20 marzo scorso - e la crisi che ne è conseguita, trovare qualcuno disposto a subentrare non era facile.
«Io lavoravo come cuoco e pizzaiolo in un agriturismo nel comune di San Miniato - racconta Maurizio Cerri - mentre mia moglie faceva la barista in un locale di una frazione di Empoli. Tutti e due, a causa dell’emergenza sanitaria e delle norme che son state imposte all’intero settore, siamo stati messi in cassa integrazione e ci siamo rimasti per mesi».« Non è stato un momento facile – va avanti – ma non abbiamo perso la voglia di lavorare e di sognare un riscatto. Anche nelle avversità bisogna farsi coraggio e abbiamo preso il Covid per le corna. Da tempo parlavamo che sarebbe stato bello poter gestire insieme un’attività tutta nostra, quando siamo venuti a conoscenza del bando per la gestione che era stato aperto dal circolo di Castelnuovo d’Elsa». Così i due coniugi si sono presentati al consiglio e hanno formalizzato la loro candidatura. La scadenza era fissata per la fine di febbraio scorso e la valutazione delle proposte ha richiesto un po’ di tempo. Un tempo reso ancora più lungo dalle restrizioni che, come accennato, per i circoli non hanno permesso nessun tipo di attività fino alla seconda metà di marzo. «Quando ci è stato comunicato che avremmo potuto entrare nella gestione del bar e della pizzeria del circolo – prosegue Cerri – siamo stati felicissimi. Tanto che l’attività l’abbiamo voluta chiamare “La vita è bella”. Prima di riaprire abbiamo fatto alcuni piccoli lavori per preparare al meglio il locale e dalla scorsa settimana siamo partiti con la somministrazione solo da asporto sia al bar che al ristorante pizzeria». Ma da lunedì scorso il circolo ha potuto riabbracciare - si fa per dire - i suoi clienti, seppure con il servizio ai tavoli all’aperto.
«Ci troviamo in un paese piccolo – racconta ancora – dove sono rimasti solo pochissimi esercizi. Il circolo rappresenta un punto di riferimento fondamentale per gli abitanti, che altrimenti sarebbe costretta a prendere l’auto e fare chilometri anche solo per un caffè. Svolgiamo prima di tutto un servizio per la comunità e questa è una cosa molto bella, oltre che una responsabilità importante. Sia io che mia moglie lavoriamo in questo settore da molti anni. In questo contesto credo che potremo consolidare quella relazione nel migliore dei modi». —
Marco Pagli
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