Il Tirreno

Empoli

inchiesta sugli smaltimenti illeciti  

Inerti inquinati, nasce un comitato «Subito analisi ai pozzi lungo la 429»

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empoli. Nasce un comitato a difesa del territorio lungo la 429 e della salute di chi ci vive. «Per vigilare sui profitti di mafiosi e affaristi, per vigilare sulla corruzione e la collusione di chi, negli apparati statali, gli avrebbe consegnato le chiavi delle nostre comunità per interessi personali.

Per tenerci aggiornati ed organizzarci per farci sentire». Questo è quello che hanno scritto gli oltre 150 aderenti al gruppo Facebook che spiegano di aver creato un comitato dopo l’inchiesta della procura fiorentina sugli smaltimenti illeciti e sugli scarti delle concerie ancora contaminati che sarebbero finiti come inerti sotto la nuova 429, in particolare nel quinto lotto tra Empoli e Dogana (Castelfiorentino) all’inizio del 2019.

A muoversi nel comitato “Inchiesta keu” (dal nome del prodotto degli scarti conciari usato come inerte) sono soprattutto le persone che vivono vicino alla strada regionale, che hanno orti e pozzi lungo la strada. «Da noi siamo in diversi ad usare l’acqua dei pozzi dato che l’acquedotto non ci arriva – spiega Benedetta Ricciarelli – ovviamente siamo preoccupati per il possibile inquinamento della falda acquifera oltre che del terreno. Io ho scritto al Comune, al sindaco, all'assessore all’ambiente e ad Arpat chiedendo che vengano fatte al più presto le analisi dell’acqua della zona e anche di quella che esce dai rubinetti delle nostre case».

Anche Marco Nesti ha scritto una lettera alla sindaca di Empoli e al presidente della Regione Eugenio Giani: « A Ponte a Elsa ci sono anche due scuole, siamo preoccupati rispetto a quello che respiriamo e a eventuali infiltrazioni della falda acquifera». Jacopo Mazzoni, invece, aggiunge che ha già chiesto preventivi per analizzare l’acqua. —

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