Don Cristiani sull’amore delle coppie gay: «Sempre benedetto, no ai bigottoni tutta Bibbia»
Confronto con il fondatore del Movimento Shalom dopo il caso della ragazza cacciata di casa per la relazione con una sua coetanea
il dibattito
marco sabia
La vicenda di Malika, la ventiduenne di Castelfiorentino che ha denunciato di esser stata insultata, miancciata e cacciata di casa dai genitori dopo aver spiegato di essere omosessuale, continua a far discutere; se ne parla ovunque, dai telegiornali e talk show nazionali alle discussioni in famiglia, perché la sua vicenda ha profondamente colpito tutta l’opinione pubblica nazionale.
Anche il Movimento Shalom ha promosso un dibattito online sul tema dei diritti delle persone omosessuali, coinvolgendo il fondatore dell’associazione don Andrea Pio Cristiani, il sindaco di Certaldo Giacomo Cucini (che lo scorso anno si è unito civilmente col suo compagno), una coppia fucecchiese composta da due donne, Isabella Toppetta e Giulia Panzani, la psicologa Sara Pestelli ed Elise Bianchi, della Commissione pari opportunità del Comune di San Miniato.
Molto attese erano le parole proprio di don Cristiani, che recentemente si era scagliato contro la “rigidità” delle posizioni della Congregazione della Fede, le quali prevedono di benedire soltanto singolarmente le persone gay ma non quando compongono una coppia.
Don Cristiani – e lo ha ribadito – aveva sottolineato che “l’amore è sempre benedetto”: “ L’ex Santo Uffizio – ha spiegato il religioso – si appella ad una visione dell’uomo arcaica che non è più dei nostri giorni. Ci sono cattolici fondamentalisti che ingiuriano le persone che si amano: non è questione di sesso, ma di amore».
E ha sottolineato: « Bisogna superare la fobia del sesso, che non è altro che espressione dell’amore. Il Papa benedice le coppie omosessuali e i loro bambini, continuamente. Dobbiamo cancellare la concezione di un Dio mostruoso che si infuria con le persone omosessuali. La Chiesa poi deve essere al passo coi tempi, non si può essere “bigottoni tutta Bibbia”. E a queste persone vorrei ricordare che si rendono responsabili delle sofferenze inimmaginabili di chi ha la sola “colpa” di amare una persona dello stesso sesso».
Il sindaco Giacomo Cucini, invece, ha ribadito l’importanza dell’approvazione della legge Zan sull’omotransfobia: «Serve anche l’intervento dello Stato, la legge Cirinnà ha dato l'importantissimo diritto di sposarsi; uso questo termine perché spero che un giorno ci sia il matrimonio egualitario. La legge Zan è fondamentale, ce lo chiede l’Europa da 25 anni: non toglie niente a nessuno, ma aiuta persone che vengono discriminate. Chiediamo solo uguaglianza e parità di diritti».
Isabella Toppetta e Giulia Panzani, invece, sono felicemente sposate e hanno anche due bambini. La loro è una vita feli«ce, nonostante qualche difficoltà: «Troppi omosessuali ancora pensano di non poter avere una vita normale e una famiglia – hanno spiegato durante il dibattito online – Siamo state fortunate, è stato un piacere crescere con tutti i nostri cari e coi loro figli. È stato emozionante, i bambini vedono questo come se fosse tutto normale; i bambini sono esseri semplici, senza le nostre sovrastrutture. Per questo i bambini vanno cresciuti con la più ampia apertura mentale, perché sono il futuro della nostra società. Ci sono però dei vuoti normativi, soprattutto per il genitore non biologico. La Cirinnà non tutela legalmente i bambini nel loro rapporto con la madre non biologica, creando una disparità di trattamento con gli amici dei nostri figli».
E aggiungono: « Complimenti a Malika, questa ragazza ha avuto un coraggio enorme: lei voleva aprire la porta del suo mondo ai genitori».
La psicologa Sara Pestelli è intervenuta spiegando quali sono i risvolti psicologici in situazioni come quella vissuta dalla ragazza : «Chiudete gli occhi e provate ad immaginare se vostra madre vi dicesse le parole che si è sentita dire lei, molti di voi non ce la farebbero. È difficile capire quello che ha provato: i ragazzi si difendono isolandosi, c’è chi inizierebbe a colpire il proprio corpo, che è abortito da vivo dalla propria madre. I cocci si possono ricomporre solo con un duro lavoro. Chi ha guardato Malika, ha pensato che è veramente forte; in realtà ha alzato un muro per difendersi, che prima o poi dovrà distruggere per superare questo momento». Infine Elise Bianchi ha rimarcato quanto sia importante combattere la discriminazione sin dalla giovane età, partendo nelle scuole. —
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