Il presidio
«Andremo di nuovo a Roma» Marcia pacifica il 13 aprile
EMPOLI. Il malumore dei ristoratori dell’Empolese Valdelsa serpeggia e gli imprenditori non restano a guardare il corso degli eventi. Tra quelli che stanno prendendo iniziative ci sono quelli affiliati al gruppo di “Tutela Nazionale Imprese-Ristoratori Toscana” che ieri si sono riuniti al ristorante “I Palmenti” di Montelupo per fare il punto della situazione e raccogliere iscrizioni alla manifestazione in programma il 13 aprile a Roma che si chiamerà “La marcia pacifica dei lavoratori”, con partenza dal Circo Massimo. Anche l’Empolese Valdelsa non farà mancare la presenza come nelle precedenti manifestazioni, quando sono andati nella capitale 60 persone: in alcuni casi, come quello dell’“Antica Osteria del Sole” di Montelupo al corteo si sono presentati gestori e dipendenti. «I nostri addetti non hanno avuto la disoccupazione da luglio – spiegano Claudia e Fabio Ninci, appartenenti al gruppo locale di TNI – e ai ristoratori al massimo sono arrivati aiuti pari al cinque per cento del fatturato in calo. Eppure qui arrivano ancora Tari e Imu da pagare, oltre agli affitti. Quando siamo stati a Roma per undici giorni abbiamo incontrato politici di ogni schieramento, ma abbiamo ricevuto solo tante belle parole. In questo momento servono soluzioni, anche aprire per dieci clienti non porterebbe a niente come anche fare venti pizze da asporto a sera».
Il 6 aprile a Roma era sceso in piazza il movimento #ioapro: nell'Empolese aveva inizialmente aderito il “Melagodo” di Montelupo ma in questa fase anche il locale di via Maremmana ha scelto un altro percorso: «Visto come è andata avanti la protesta – spiega Ulisse Giustarini – abbiamo scelto di non riaprire, attendendo gli eventi. Il rischio era troppo alto. Quindi, meglio sopportare altri venti giorni che fare la guerra da soli». —
D.D.
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