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Vandali al Teatro Aurora: scoperti gli autori
I carabinieri hanno denunciato cinque ragazzi, si è tradito il maggiorenne che aveva rubato una chitarra classica
MONTELUPO FIORENTINO. Il parroco della chiesa di Santa Maria a Fibbiana, lo scorso 2 marzo andò alla stazione dei carabinieri di Montelupo Fiorentino, per denunciare un’amara sorpresa trovata poco prima nell’entrare nel teatro parrocchiale, adiacente alla chiesa stessa. I locali, chiusi per l’emergenza sanitaria, erano stati trovati tutti a soqquadro e su alcuni muri e specchi erano stati vergati, con vernice spray, scarabocchi e disegni osceni. A segnalare l’accaduto fu anche la compagnia teatrale Il Giglio che ha sempre preparato i propri spettacoli al Teatro Aurora di Fibbiana.
Da una più approfondita ispezione, poi, il parroco si era anche accorto che alcuni arredi erano stati danneggiati ed era stata rubata una chitarra classica. I carabinieri della stazione, raccolta la denuncia, hanno iniziato un’attività d’indagine che si è conclusa nella giornata di lunedì scorso quando, raccolti elementi convergenti su un gruppo di giovani del posto, ha consentito di denunciare a piede libero cinque giovani, di cui quattro di età compresa tra i quattordici ed i sedici anni ed un ventenne, unico maggiorenne del gruppo, per furto e danneggiamento in concorso, nonché di recuperare la chitarra classica rubata che è stata restituita al parroco.
Fu proprio il sindaco Paolo Masetti ad augurarsi che gli investigatori potessero risalire all’autore degli atti vandalici. «Il principale effetto collaterale dell’emergenza sanitaria è sicuramente la crisi economica – fu la riflessione del sindaco Paolo Masetti all’indomani del raid vandalico al teatro Aurora – ma immediatamente dopo viene la crisi culturale, di valori e la disgregazione sociale. In questo periodo assistiamo a comportamenti gravi che trovano una “giustificazione” nella situazione stessa che stiamo attraversando. Penso agli atti vandalici, ma anche a forme di rabbia e aggressività, incapacità di dialogare. Ci stiamo disabituando alle relazioni e ci stiamo disabituando al bello. Come amministrazione dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere per andare verso un risveglio, una rinascita. Sono convinto che questo passaggio sia possibile, anche economicamente, sostenendo la cultura come motore di un territorio. Parimenti, purtroppo, dobbiamo individuare e punire i responsabili degli atti vandali e in questo senso sicuramente ci verranno in aiuto le telecamere che abbiamo installato in tante zone della città. Se ci fosse più senso civico ci sarebbe meno bisogno di telecamere». —
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