Meteo
I comuni della Valdelsa sono disponibili a ospitare nuovi centri per la vaccinazione
Certaldo, Castelfiorentino e Montespertoli hanno già indicato gli spazi che potrebbero essere idonei per la campagna
Daniele Dei
EMPOLI. C'è grande interesse per espandere i luoghi della campagna vaccinale anticovid in Valdelsa, dove la distanza dall'ospedale di riferimento della zona, quello di Empoli, è maggiore. Al momento, infatti, le uniche opportunità sono il mercoledì in cui si effettuano le somministrazione di Astrazeneca all'ospedale “Santa Verdiana” di Castelfiorentino e i flaconi gestiti dai medici di famiglia. Se veramente la Regione Toscana farà pervenire alle Asl un quantitativo maggiore di flaconi e ci sarà bisogno di aumentare i luoghi per vaccinare, i comuni dovranno mettere a disposizione dei locali. Alcuni sindaci hanno già fatto le loro riflessioni: «Nei giorni scorsi – ha fatto sapere il sindaco di Certaldo, Giacomo Cucini – ho comunicato all'Asl Toscana Centro la volontà di mettere a disposizione gli spazi del centro polivalente "Caponnetto" come sede vaccinale di area. Diverrebbe così punto di riferimento non solo per la comunità certaldese ma anche per tutta la Valdelsa». Ci sono comunque in ballo altre proposte: il sindaco di Castelfiorentino, Alessio Falorni, fa sapere infatti che oltre al “Santa Verdiana” sono pronti a essere messi a disposizione per un'eventuale vaccinazione di massa i locali della Casa della Salute e quelli di Assomedica in piazza delle Fiascaie. «C'è inoltre una manifestazione di interesse da parte di un'azienda che produce materiale sanitario – spiega Falorni – che metterebbe a disposizione due capannoni». Tutto questo accade quando ancora, comunque, non sono arrivate richieste dell'Asl Toscana Centro: sono i singoli comuni a proporre. «Abbiamo dato la disponibilità ai medici di famiglia del Museo del Vino per le vaccinazioni degli ultra 80enni in caso le dosi aumentino», fa sapere per esempio il sindaco di Montespertoli, Alessio Mugnaini. In Valdelsa, in ogni modo, la questione resta ancora aperta: «Stiamo ancora discutendo sulla dimensione ottimale degli hub – fa sapere Paolo Campinoti, sindaco di Gambassi Terme – perché un luogo senza personale non ha senso. Vedremo se è il caso di farne uno per comune, e in tal caso troveremo anche noi l'ambiente giusto, oppure ha più senso una dimensione sovracomunale come già accade con i tamponi “drive trough”». Il tutto, precisa Campinoti, sempre in base se e quanto varieranno i flussi delle dosi. «Non mi risulta sia stato chiesto di comunicare dei luoghi – sono le parole del primo cittadino di Montaione, Paolo Pomponi – ma abbiamo spazi idonei». Nell'Empolese si attende il conto esatto delle aziende che hanno aderito all'appello di Confindustria: sono alcune decine, tra cui Berni a Sovigliana. «Sesa – fa sapere l'azienda tramite Linkedin – mette a disposizione gli ambienti, sia interni che esterni, delle otto principali sedi del gruppo, tra cui Empoli e Milano. In accordo con i propri medici aziendali competenti e in linea con i tempi e le modalità previste dal piano vaccinale nazionale, il gruppo intende fornire il massimo supporto all’iniziativa con l’obiettivo di garantire la più rapida e capillare somministrazione del vaccino». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
