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All’asta lo stabilimento della Albor Il prezzo parte da 615mila euro

Giacomo Bertelli
All’asta lo stabilimento della Albor Il prezzo parte da 615mila euro

Nell’area della storica azienda di cornici , con sede a Badia di Cerreto, previste abitazioni e negozi

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Giacomo Bertelli

GAMBASSI TERME. Va in vendita lo storico stabilimento produttivo della Albor, azienda di cornici, situato a Badia a Cerreto, frazione del comune di Gambassi Terme. Si tratta dell'immobile che si trova nel viale della Repubblica, comunemente conosciuta come “'salita dei capperi”, da non confondersi con quello posizionato a Fogneto, in via Mazzini, rilevato nel 2019 dall'imprenditore Luca Cioni. L'immobile in vendita, derivato da un fallimento, ha un valore di vendita stimato pari a 820mila euro. Oltre a questo prezzo fissato è stata permessa anche la possibilità di una offerta minima pari a 615mila euro. La vendita avverrà il 14 aprile e fa seguito ad un fallimento che in passato ha smobilitato lavoratori e sindacati, consapevoli delle difficoltà che la precedente proprietà stava attraversando. Si tratta di 9400 metri quadrati per quanto riguarda gli edifici e 7100 metri quadrati per gli esterni. Il regolamento urbanistico del comune di Gambassi Terme prevede che, gran parte dell'area su cui si trova il complesso immobiliare, assieme ad un altro appezzamento di terreno di proprietà di terzi, rientri in un'area di trasformazione residenziale, commerciale, parcheggi pubblici e area verde, con quest'ultima da realizzare e cedere successivamente all'amministrazione comunale. Si prevede di destinare più di 5mila metri quadrati per la parte residenziale, 1160 per sfera commerciale, 1025 per la sosta e 9400 invece come polmone verde. Ci sarà da capire quindi un eventuale interesse da chi è disposto ad acquistare questa corposa area, demolirla e successivamente dar vita ad un piano già designato dall'amministrazione comunale.

Sembrano passati tanti anni ma nel 2018, il 28 febbraio, sventolavano per l'ultima volta davanti a questi cancelli le bandiere della protesta di lavoratori e sindacati, che lamentavano il concordato richiesto dalla storica proprietà e che interessava 36 lavoratori. Si cercarono soluzioni alternative alla chiusura, sondando il terreno con nuovi imprenditori e garantire così l'attività produttiva. La vicenda si risolse poi positivamente con l'impegno di Luca Cioni, imprenditore certaldese, autore in questi anni di investimenti che hanno permesso di dare continuità aziendale alla stessa Albor, nata nel 1963 acquisendone marchio, macchinari e dipendenti, dando di fatto vita al polo industriale di cornici più grande di tutta la Toscana. Imprenditore presente in tre comuni e due province, Firenze e Siena, tutti dedicati alle cornici . —

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