Il Tirreno

Empoli

A Empoli il primo paziente fragile ha ricevuto gli anticorpi monoclonali per curare la malattia

Anche all'ospedale di Empoli la cura a base di anticorpi  monoclonali (foto Marco Pasquini)
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Anche all'ospedale di Empoli la cura a base di anticorpi monoclonali (foto Marco Pasquini)

Anche al San Giuseppe il nuovo strumento terapeutico per il trattamento di quei pazienti che rientrano nei criteri di elezione definiti da Aifa

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EMPOLI. Avviato da pochi giorni il percorso per la gestione dei pazienti selezionati per la somministrazione di anticorpi monoclonali, il nuovo strumento terapeutico per il trattamento di quei pazienti che rientrano nei criteri di elezione definiti da Aifa.

Nei giorni scorsi il primo paziente immunodepresso empolese ha ricevuto la terapia di anticorpi monoclonali presso il presidio ospedaliero empolese. A seguito della somministrazione il paziente sta bene e non è stato rilevato alcun effetto collaterale.

L’Asl Toscana Centro ha attivato una rete di coordinamento ospedale- territorio che coinvolge gli infettivologi dei centri di malattie infettive nei territori di Firenze, Prato, Pistoia ed Empoli, in stretta sinergia con i medici di famiglia, gli specialisti territoriali od ospedalieri e i medici Usca, che hanno il compito di individuare i soggetti da sottoporre a questa terapia sperimentale. Ogni territorio ha individuato una propria sede di riferimento, in cui viene effettuata la somministrazione, in totale sicurezza.

Per quanto riguarda l’ospedale San Giuseppe è stata individuata una stanza bolla presso il pronto soccorso come sede di riferimento per la somministrazione in totale sicurezza. Al momento nella struttura sono presenti 15 fiale di anticorpi monoclonali, pronte per successive somministrazioni e oggi saranno consegnate altre 70 confezioni.

Tra i soggetti preposti al trattamento rientrano i soggetti fragili di età maggiore di 12 anni, positivi al SARS-CoV-2, che si trovano in isolamento domiciliare, pertanto non ricoverati e non in ossigenoterapia per COVID-19, con sintomi di grado lieve-moderato di recente insorgenza (e comunque da non oltre 10 giorni) e in presenza di specifici fattori di rischio secondo criteri stabiliti da AIFA.

“Per quanto sia complessa l’organizzazione per arrivare ad una copertura capillare su tutto il territorio con questa nuova tipologia di farmaco precoce i primi pazienti destinati a ricevere la nuova terapia potranno avere una buona opportunità di cura ed impedire l’evolversi della malattia- sottolineano il dottor Massimo Di Pietro, direttore della struttura operativa complessa Malattie Infettive 1 e il dr. Brizzi, responsabile della SOS empolese”

Il percorso di selezione e di somministrazione

La selezione dei pazienti è affidata ai medici di medicina generale e i medici dell’USCA e agli specialisti che hanno in carico i soggetti eleggibili per questo tipo di trattamento. Tramite una scheda di pre-arruolamento, predisposta dalla Regione Toscana sulla base delle indicazioni Aifa, i pazienti vengono individuati e indirizzati ai centri specialistici di malattie infettive che prendono in carico il paziente e prescrivono la terapia da somministrare. I medici proponenti acquisiscono il consenso al primo contatto. I medici ospedalieri, se necessario, possono effettuare una televisita sulla piattaforma regionale www.televisita.sanita.toscana.it con il paziente ed acquisire la documentazione compilata dal medico proponente a seguito di una ulteriore visita di controllo per confermare l’idoneità del paziente. Il medico infettivologo prende in carico il paziente e prescrive la somministrazione che viene effettuata da un team, composto da infermieri e medici, presso la sede indicata per la terapia da un team. La durata del trattamento è di circa 1 ora ed il paziente dovrà restare la successiva ora in osservazione prima di rientrare al proprio domicilio. 

 

L’azienda sanitaria ricorda che la somministrazione deve essere effettuata entro un massimo di 10 giorni dall’insorgenza dei sintomi. Il paziente dovrà restare in isolamento fiduciario anche dopo la somministrazione degli anticorpi monoclonali ed eseguire i tamponi prescritti dal medico proponente secondo le tempistiche previste dalle normative vigenti.

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