Il presidio
Arte e cultura per tutti Un premio al BeGo accessible e inclusivo
CASTELFIORENTINO. Il BeGo si conferma un polo museale di eccellenza per l’accessibilità e l’inclusione sociale.
Il museo Benozzo Gozzoli di Castelfiorentino si è aggiudicato infatti il premio nazionale Inclusione 3.0, indetto dall’Università di Macerata, con il progetto “Museo for All”, che da tre anni viene portato avanti dal Comune grazie al finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze. Il riconoscimento è stato assegnato dopo la valutazione di una commissione scientifica, presieduta dalla professoressa Catia Giaconi, docente di didattica e pedagogia sociale dell’Università di Macerata.
Il prestigioso premio è stato ritirato nella diretta on line dalla dottoressa Serena Nocentini (ideatrice del progetto “Museo for All”) che aveva avanzato la candidatura del BeGo sulla base dei risultati raggiunti e degli strumenti messi a disposizione per implementare quella visione di “arte per tutti” per la quale il museo aveva già iniziato a distinguersi dal 2013.
Nello specifico, il progetto “Museo for all” ha portato alla realizzazione - nel giro di tre anni - di numerosi strumenti e attività: dal completo rinnovamento del sito web alle video-guide Lis per la visita del museo; dal progetto “Storie ad Arte” per le persone con Alzheimer e chi se ne prende cura (in collaborazione con l’artista Marco Borgianni)al progetto “Museo per tutti-accessibilità museale per persone con disabilità intellettiva” (con l’Abilità Onlus e la Fondazione DeAgostini); infine, la realizzazione di una app per la visita al territorio di Castelfiorentino completamente accessibile alle persone con necessità specifiche, includendo contenuti multimediali in Lingua italiana dei segni, tutto completamente fruibile in autonomia anche ai non vedenti.
«Sono veramente felice per questo riconoscimento – sottolinea la vicesindaca con delega alla cultura Claudia Centi – che premia il nostro lavoro per far sì che il patrimonio museale del BeGo sia davvero fruibile per tutti. Mi sento di ringraziare le operatrici del museo, Alice e Stefania, e rinnovare il sentimento di riconoscenza alla Fondazione Cr di Firenze che fin dall’inizio ha sostenuto questo progetto”.
«I differenti bisogni di chi visita il museo – osserva Serena Nocentini che per prima ha curato questo progetto – devono essere interpretati come opportunità positiva». —
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