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decreto sostegni 

Confesercenti chiede più attenzione per le imprese

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EMPOLI. Attesa da diversi giorni la pubblicazione del primo “decreto sostegni”. In queste ore circolano diverse bozze e ipotesi. Tra le più accreditate quella che prevede aiuti parametrati alla perdita mensile media del 2020 sul 2019 moltiplicata per due. In buona sostanza una percentuale su due mesi dell’anno.

«Un meccanismo che, se confermato, risulterebbe contorto e poco efficace – dichiara Marco Carpignani, presidente Confesercenti Empoli – le nostre aziende hanno bisogno di un aiuto concreto. Non ci possiamo permettere di sopravvivere un altro anno in queste condizioni. Una piccola percentuale, per giunta calcolata solo su due mensilità, non può essere una risposta».

Da una simulazione realizzata da Il sole 24 ore, un commerciante medio che fattura 240mila euro all’anno e che nel 2020 ha dimezzato le proprie entrate, avrebbe diritto a 5mila euro di contributo. «La nota positiva e che diamo per scontata – afferma Ilaria Scarselli, presidentessa Confesercenti Empolese-Valdelsa – è rappresentata dal superamento definitivo della logica dei codici Ateco. Per il resto, stando a queste ipotesi, siamo ancora lontani dalle reali esigenze del mondo dell’impresa. Senza contare che sono ancora in corso le procedure per l’assegnazione dei precedenti decreti ristori».

«Chiediamo, quindi, alle istituzioni – concludono i dirigenti Confesercenti – una pronta risoluzione delle pratiche ancora in sospeso e una maggiore attenzione al mondo delle piccole e piccolissime attività. Come abbiamo già ricordato la cifra che lo Stato destinerà alle imprese non è da considerarsi un costo ma un investimento sulla tenuta economica e sociale del paese. Ci aspettiamo soluzioni in linea con le effettive necessità». —

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