Energia dall’acqua sotterranea. Il teleriscaldamento sfuma
Castelfiorentino, la Kyotherm ha lasciato scadere i permessi che aveva avuto dalla Regione Toscana. Mancano aziende energivore in grado di garantire una spesa di 15 milioni di euro
CASTELFIORENTINO. Il grande sogno di sfruttare l'elevato calore dell'acqua del sottosuolo resterà ancora nascosto nelle viscere della terra. L'idea di realizzare un sistema di teleriscaldamento a Castelfiorentino subisce bruscamente una pausa, dovuta al fatto che servono aziende energivore per poter mettere in piedi una spesa ipotizzata pari a 15 milioni di euro. Così la Kyotherm ha lasciato scadere tutti i permessi che aveva avuto dalla Regione Toscana, in attesa di poter ripartire un giorno, mentre il comune nel 2017 si era dotato di un regolamento per realizzare questo impianto. Adesso il tutto è in una fase di stallo, una attesa che potrebbe avere anche il sapore di un sogno svanito. Un progetto che cominciò a diventare di pubblico dominio a Castelfiorentino fra il 2015 - 2016, senza dimenticare poi il programma elettorale dell'attuale sindaco, Alessio Falorni, che vedeva in progetti simili, una risorsa sulla quale investire. Ora però di questo progetto non se ne sente parlare da tempo.
Due furono gli incontri dove la cittadinanza rispose in massa per poter ascoltare da vicino l'ambizioso investimento di Kyotherm che nel 2018 dichiarò di essere pronta a servire più di 1500 utenze. Il giacimento geotermico, ubicato a 1700 metri di profondità, conserva acqua calda di una temperatura stimata di 70 gradi centigradi, tale da poter riscaldare le abitazioni, edifici pubblici ed imprese. Una ricchezza senza precedenti per Castelfiorentino. Il promotore è il gruppo francese Kyotherm, specializzato in energie rinnovabili, e già realizzatore di impianti anche più grandi, come ad esempio quello che serve Disneyland, vicino Parigi. Un impegno quello promosso sul territorio castellano che ha visto l'importante collaborazione di alcuni professionisti italiani, già impegnati nella realizzazione di impianti in Francia, a Milano, Bergamo e Aosta. Una realizzazione che avrebbe potuto tradursi in un taglio considerevole della bolletta di riscaldamento per famiglie e imprese, stimato cautelativamente al 15% e che, a lungo termine, avrebbe visto la forbice percentuale aumentare.
Il progetto annunciato nel 2014, pronto ad essere operativo già nel 2016, non ha registrato quel forte interesse tale da far proseguire Kyotherm nel portare avanti questo investimento. L'ingegnere Giovanni Graziani, punto di riferimento sul territorio per il progetto, a metà 2019 ha concentrato la sua attenzione lavorativa su altri progetti, mentre in Regione Toscana i documenti ottenuti, a seguito dell'istanza del permesso di ricerca geotermica per realizzare un sistema di teleriscaldamento, sono andati in scadenza per una cessazione naturale. Gli incontri pubblici, quelli tenutosi nel settembre 2016 al salone della Marca e poi il 6 ottobre ai Praticelli, registrarono una grande affluenza di pubblico, pronta a toccare con i mano benefici e disagi di questa rivoluzione energetica. Rivoluzione che, al momento, resta ferma al palo a tempo indeterminato. Alcune aziende del territorio erano già pronte a collaborare con Kyotherm, in quanto produttori di componenti necessari per il teleriscaldamento, come la Technosystem di Certaldo, fra i leader internazionali della realizzazione di scambiatori di calore a piastre. —
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