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Da Certaldo l’appello per la villa che fu del cartografo di Colombo

Giacomo Bertelli
Da Certaldo l’appello per la villa che fu del cartografo di Colombo

Una tenuta di epoca rinascimentale in preda al degrado e ai vandalismi Era la residenza del geografo Toscanelli che indicò la via per le Indie

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CERTALDO. Un pezzo di storia di Certaldo e del patrimonio culturale della nazione è a rischio, oggetto di vandalismi e degrado. Una tenuta patronale, nelle campagne di San Martino a Maiano, in passato residenza estiva del geografo ed astronomo, Paolo Dal Pozzo Toscanelli, colui che indicò a Vasco da Gama e a Cristoforo Colombo “le vie della gloria”, come recita una targa affissa fuori dalla villa.

L’intero immobile appartiene a privati e il suo futuro, in attesa di una rinascita, è oggetto di vandalismi e continue visite che di fatto hanno letteralmente svuotato i locali e messo in evidenza l’avanzare inesorabile degli anni. Gli studiosi lanciano un appello, anzi lo rinnovano, perché già in passato tale edificio aveva ricevuto solleciti ed attenzioni per trovare un nuovo futuro che, guardando al passato, ha a che vedere con le stelle e le vie del mare. Un’opportunità stessa per il paese di Certaldo che potrebbe, con una collaborazione pubblica e privato, usufruire di un pezzo di storia non molto conosciuto agli occhi della comunità, ma che potrebbe avere un richiamo di livello internazionale.

La grandezza di questo angolo nel cuore delle campagne certaldesi è considerevole. Un volume complessivo di 2.800 metri quadrati, 147 ettari di terreno, una villa padronale, con cantina, magazzini, fabbricati e 3 ruderi di casali da ristrutturare. In rete si possono trovare tanti video di utenti su YouTube i quali, essendo esperti di luoghi abbandonati, raccontano le esperienze di siti come questi. Video che, visti in sequenza temporale, evidenziano l’abbandono e i vandalismi ripetuti da ignoti. La villa è diventata poi celebre e famosa per essere stata la residenza estiva di Paolo Dal Pozzo Toscanelli, geografo e astronomo, nato a Firenze nel 1397 e morto a Pisa nel 1482. Nel 1910 la Società Storica della Valdelsa ha posizionato una targa, tuttora ben visibile, dove ricorda la presenza di questa figura: “Questa villa fu riposo estivo di Paolo Dal Pozzo Toscanelli, astronomo e geografo sommo che additò a Vasco Da Gama e Colombo le vie della gloria”. Come cartografo, sulla base della Geografia di Tolomeo, che da poco era stata ritrovata e tradotta, disegnò un planisfero, purtroppo perduto, che mostrava come si potessero raggiungere le Indie attraverso l’Oceano Atlantico. Il suo calcolo, riproducendo gli errori commessi da Tolomeo, sottostimava la distanza da percorrere a questo scopo, riducendola a circa la metà di quella reale. È famosa una sua lettera ad Alfonso V del Portogallo, lettera che Cristoforo Colombo ben conosceva in quanto la trascrisse su uno dei propri libri, nella quale sosteneva che la via più breve per raggiungere l’Oriente dell’Asia fosse quella attraverso l’Atlantico.

In passato, ai tempi dell’allora sindaca Rosalba Spini, si era parlato di una possibile collaborazione con i privati per poter dar vita ad una sorta di università e centro didattico. Progetti mai decollati. Alessandro Bagnoli, docente universitario certaldese all’università di Siena: «Va salvaguardato questo patrimonio per far sì che non si arrivi a un secondo caso, come quello della villa di Canonica». Paolo Gennai della Società Storica della Valdelsa in questi giorni ha avuto sotto mano documenti dal passato legati a San Martino a Maiano: «Quella tenuta è un pezzo di storia, non possiamo lasciarla morire».

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