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La testimonianza di Nedo Fiano sopravvissuto ad Auschwitz

La testimonianza di Nedo Fiano sopravvissuto ad Auschwitz

Lo scrittore fiorentino dieci anni fa aveva incontrato gli studenti dell’Enriques Domani sulla pagina Facebook del Comune sarà riproposto il suo racconto

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CASTELFIORENTINO. Aveva incontrato gli studenti dell’Enriques dieci anni fa, raccontando la sua esperienza nell’inferno di Auschwitz-Birkenau. Nedo Fiano, uno degli ultimi testimoni della Shoah, lo sterminio del popolo ebraico, è scomparso il 19 dicembre scorso. Ma la sua testimonianza oggi rivive in una registrazione “senza filtro” di circa sessanta minuti che sarà trasmessa sulla pagina Fb del Comune mercoledì 27 gennaio 2021 (dalle ore 10), in occasione della “Giornata della Memoria”.

Nedo Fiano (1925-2020), fu espulso dalla scuola a 13 anni, dopo l’emanazione delle leggi razziali. Arrestato nel febbraio 1944, venne deportato ad Auschwitz. Della sua famiglia, undici persone in tutto, Nedo Fiano fu l’unico superstite. «Dal nostro ultimo abbraccio sulla banchina di Birkenau – ha scritto Nedo Fiano in una immaginaria lettera alla madre – poche ore prima che ti uccidessero, sono sceso e salito per molte scale, fra timori e speranze».. Selezionato insieme al padre per il lavoro forzato (il padre, deperito, sarebbe finito nelle camere a gas due mesi dopo) si salvò grazie alla conoscenza della lingua tedesca. Venne quindi assegnato a un kommando che accoglieva nel campo i deportati di tutta Europa. In virtù di questo ruolo, fu testimone oculare per mesi dell’orrore nazista, del massacro perpetrato su milioni di persone (donne, anziani, bambini), e dell’agghiacciante indifferenza che caratterizzava i comportamenti dei suoi aguzzini («nei loro occhi non ho visto odio, non c’era alcun sentimento»).

Trasferito dai tedeschi in fuga nel campo di Buchenwald, al momento della liberazione (nell’aprile 1945) Nedo Fiano pesava ormai 37 chili. Dopo la guerra, Nedo Fiano si laureò in lingue alla Bocconi nel 1968, ma iniziò a raccontare la sua storia solo all’inizio degli anni ’90. Ha pubblicato da quel momento diversi libri di memorie come “A55405 il coraggio di vivere” (2003) e “il passato ritorna” (2009). E’ stato anche consulente di Roberto Benigni nel Film “La vita è bella”. Nel 2011 è stato insignito del “Fiorino d’oro”, la più alta onorificenza del Comune di Firenze.

«Siamo riusciti a recuperare questa testimonianza di Nedo Fiano – sottolinea il sindaco, Alessio Falorni –registrata all’epoca da Antenna5, e abbiamo deciso di metterla on line in occasione della Giornata della Memoria, per ricordare la tragedia della Shoah nel rispetto delle misure previste per questa emergenza pandemica. Il racconto di Nedo, di fronte agli studenti di Castelfiorentino, è una testimonianza lucida, toccante, e allo stesso tempo un documento storico sullo sterminio del popolo ebraico. Oggi, Nedo non c’è più, ci ha lasciato il mese scorso. Ma il suo ricordo, le sue parole, le ascolteremo di nuovo mercoledì 27 gennaio». —

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