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Coniugi uccisi e fatti a pezzi: fermata l'ex fidanzata del figlio
Svolta nelle indagini sul brutale duplice omicidio di Firenze grazie a due testimonianze. La donna è accusata anche di occultamento e vilipendio di cadavere
FIRENZE. I carabinieri del Reparto operativo di Firenze hanno arrestato stamattina, 22 dicembre, Elona Kalesha, la ex fidanzata di Taulant Pasho, figlio di Shpetim e Teuta Pasho, i coniugi albanesi i cui resti smembrati sono stati rinvenuti in quattro valige in un campo lungo la superstrada Firenze-Pisa-Livorno all'altezza del carcere fiorentino di Sollicciano. Elona, 36 anni, è accusata di omicidio, occultamento e vilipendio di cadavere.
Nei giorni scorsi la donna, originaria di Durazzo e in passato residente a Empoli in via Giuseppe del Papa, aveva negato di essere stata l'ultima persona a vedere vivi gli ex suoceri. Il decreto di fermo, notificato nell'abitazione fiorentina della donna, è stato firmato dal sostituto procuratore Ornella Galeotti, titolare delle indagini sulla scomparsa dei coniugi. Di Shpetim e Teuta Pasho si erano perse le tracce dal 2 novembre 2015.
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Davanti al pm Elona Kalesha, difesa da Federico Febbo, si è avvalsa della falcoltà di non rispondere. La misura cautelare è stata motivata con il pericolo di fuga. Sono stati anche sequestrati la casa dove gli inquirenti ritengono che sia avvenuto il duplice omicidio e il garage di un'altra abitazione dove la donna conviveva con il figlio delle vittime nel periodo della scomparsa dei genitori di lui, avvenuta a inizio novembre 2015. Nel giugno 2016 in quel garage furono ritrovati 6 chili di marijuana e Taulant Pasho fu arrestato. Nello stesso garage, nei periodi successivi (2016 e 2017), i condomini sollecitarono un sopralluogo delle autorità per motivi igienici a causa del cattivo odore, da attribuire a deiezioni dei cani lì custoditi.
La svolta nelle indagini è arrivata grazie a una relazione di servizio fatta dai carabinieri nel novembre 2015, quattro giorni dopo la scomparsa dei coniugi Pasho. Due anziane residenti nel condominio di via Felice Fontana, a Firenze, chiamarono i carabinieri raccontando di aver visto una donna corrispondente alla descrizione di Elona Kalesha mentre usciva dall'appartamento portando alcune pesanti valigie, almeno una delle quali con apparenti macchie di sangue. I carabinieri controllarono e trovarono l'appartamento pulito e in ordine. Dopo la scoperta dei resti di Shpetim e Teuta Pasho gli inquirenti hanno recuperato la testimonianza delle due residenti, che è diventato l'indizio più pesante nei confronti della donna fermata.
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