Il Tirreno

Empoli

tribunale 

Telefonate minatorie ai vertici delle terme: 49enne a processo

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CASCIANA TERME. L’accesso alla rete Wifi, ma anche i riferimenti alle utenze fisse o ai cellulari. Tutto riconduce, secondo l’accusa, a Salvatore Bracco. Era lui per la Procura a telefonare ai vertici dei Bagni di Cascina minacciando indagini e millantando ritorsioni spacciandosi per finanziere o politico. Il movente erano le lamentele dell’allora compagna che aveva problemi sul posto di lavoro.

In aula le due parti civili, l’amministratore dei Bagni di Casciana, Eduardo Falzone di Cascina e il direttore generale della società, Arabella Ventura di Pisa, hanno confermato quanto scritto nelle querele che hanno portato al processo contro Bracco, 49 anni, originario della provincia di Palermo e domiciliato tra Empoli e Capraia e Limite, a giudizio per tentata violenza privata e diffamazione. Stessa sorta per l’ex fidanzata Alessia Pinucci, 50 anni, di Vicopisano, che deve rispondere di sostituzione di persona. Un solo episodio contestato quando scrisse, secondo l’accusa, un post contro la dottoressa Ventura sul profilo Facebook dell’allora assessore regionale al termalismo Cristina Scaletti. La sua posizione processuale è marginale. Autentici gli sfoghi con il compagno per le difficoltà al lavoro, ma non è detto che sapesse delle telefonate minacciose del compagno.

Sulla ricostruzione e l’origine tecnologica delle chiamate un investigatore dei carabinieri ha riferito degli accertamenti su Bracco. Il dottor Falzone è assistito dall’avvocato Alessandra Levantesi, la dottoressa Ventura dall’avvocato Paolo Braccini. L’imputata Pinucci è difesa dall’avvocato Anna Rita Musuraca. Prossima udienza a marzo. —



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