Meteo
Falso messaggio di una banca, prelevati 4mila euro dal conto
Il racconto della vittima di una truffa on line: «Ho ricevuto un Sms sul cellulare, prima mi hanno chiesto di aggiornare l’app e poi ho ricevuto una telefonata...»
CAPRAIA E LIMITE
Il messaggio è della propria banca di riferimento, il numero che chiama è quello consueto. Solo che dietro c'è la mano di cybercriminali pronti a tutto pur di prelevare denaro elettronico dai conti correnti. Gloria Polverosi, di Limite sull'Arno, è una delle tante vittime di questo sistema che imperversa da mesi e ha voluto raccontare la propria storia affinché anche chi ha subìto una situazione di questo tipo possa reagire e, magari, riuscire a recuperare almeno parte della refurtiva.
«I fatti sono avvenuti lo scorso 30 novembre - racconta - la mattina stavo provando a eseguire una ricarica sul cellulare, ma c'erano problemi sull'home banking e ho desistito. Poche ore dopo mi è arrivato un sms che sembrava realmente del mio istituto di credito e mi chiedeva di cliccare su un link per aggiornare la app. Ho subito correlato quanto accaduto poche ore prima con il messaggio e ho aperto il collegamento». Il risultato è stato quello di entrare in un "vortice" senza uscita.
«Nel pomeriggio - prosegue la cittadina limitese - sono stata contattata dal numero verde della banca, ma al telefono c'era una persona che si spacciava per un operatore dell'istituto». Dalle cronache infatti emerge come questi criminali siano riusciti con dei software a clonare il numero telefonico della banca in modo da essere ulteriormente più credibili.
«Mi hanno guidato in una procedura - continua - arrivando fino a utilizzare un'applicazione di teamviewer dove con quella erano riusciti a mettere le mani sul mio telefono, accaparrandosi tutte le password. Nella chiamata mi dicevano che ero stata oggetto di una frode da quattromila euro che avrei dovuto eseguire con loro un'operazione di sblocco».
Poi per alcune ore l'app della banca è rimasta bloccata fino a quando Polverosi ha realizzato quanto accaduto. «Erano stati emessi tre bonifici - fa sapere la cittadina - due verso uno store online di elettrodomestici, uno indirizzato a una società svizzera. La banca mi ha poi detto che denunciare sarebbe stato inutile e non avrebbero emesso rimborsi. Ma io ho fatto denuncia ai carabinieri e mi sono rivolta a un avvocato».
La perseveranza ha aiutato: «Il legale ha scritto una pec al negozio online - conclude - concordando il blocco del pagamento: stiamo attendendo la restituzione del denaro. Resterebbe l'altra parte. In ogni caso siamo arrivati a recuperare almeno una quota. Il resto lo chiederemo alla banca ma sappiamo già che non li restituirà. A ogni modo, visto che è successo ad altre persone, sarebbe bene mettersi in rete in modo da potersi rivalere insieme sull'istituto di credito». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
