Italia
I dipendenti di Eurospin ancora sul piede di guerra
Sempre in ballo le questioni legate a pulizie e trasferte con il rischio pandemia Mobilitazione per tutto il mese di dicembre: previsti presidi e scioperi a scacchiera
/ EMPOLI
La vertenza dei lavoratori Eurospin Tirrenica va avanti con un nuovo programma di mobilitazioni che prevede scioperi e presidi in tutti i punti vendita regionali.
Lunedì scorso i dipendenti dei negozi toscani si sono riuniti in assemblea per decidere le prossime mosse, alla luce di quella che sindacalisti e delegati definiscono «un atteggiamento incomprensibile di chiusura da parte dell’azienda». Ciò che è emerso è la proclamazione di uno stato di agitazione e di sciopero, che è stato già comunicato alla direzione di Eurospin Tirrenica. I lavoratori si dicono indisponibili a svolgere alcune mansioni richieste dall’azienda, ma non previste dal contratto di lavoro: in particolare le pulizie dei locali, compresi i bagni riservati alla clientela.
Inoltre, rimandano al mittente la richiesta di effettuare le trasferte da un punto vendita all’altro per coprire eventuali buchi nei turni. «La situazione sta diventando surreale – spiega Massimiliano Fabozzi della Filcams Cgil – all’azienda abbiamo chiesto un incontro per discutere di alcuni aspetti, ma finora non c’è stata la minima disponibilità. Ciò che rivendichiamo sta dentro le norme e dentro i contratti: sinceramente non è comprensibile questo atteggiamento. In questo modo si inaspriscono gli animi e basta».
Gli scioperi saranno a scacchiera, cioè ogni punto vendita deciderà quando intraprenderli, e saranno improvvisi. In alcune aree della Toscana sono già state effettuate alcune azioni, mentre sul territorio – cioè nei punti vendita di Sovigliana, Montelupo e Certaldo – saranno decise a partire da domani. Inoltre, a ridosso delle festività potrebbe essere organizzato un presidio generale. «Di fronte alla questione delle pulizie – prosegue Fabozzi – i dipendenti hanno già deciso di non effettuarle. Tuttavia, in queste settimane sono state affidate ai colleghi che sono stati assunti con contratti interinali a termine. Questo ci sembra un atteggiamento fortemente scorretto e anche pericoloso in questa fase di emergenza sanitaria. E stesso discorso va fatto sulle trasferte: non sono previste da contratto e anche queste rappresentano un pericolo per la salute e la sicurezza, dal momento che tutt’ora la Toscana è in zona rossa».
A tale proposito, lavoratori e sindacati nella nota inviata all’azienda chiedono che sia comunicata «la cadenza regolare e programmata delle santificazioni dei locali e come si intende ottemperare alle pulizie dei locali, visto che tale servizio non sarà svolto dalle dipendenti assunte con qualifica di “addette alla vendita”. Una domanda a questo punto sorge spontanea: chi pulirà?».
Quindi tornano sul tavolo altre due questioni già sollevate dall’inizio di novembre, quando venne svolto il primo sciopero e presidio di fronte ai negozi dell’Empolese Valdelsa. «Chiediamo da subito l’istituzione dei comitati aziendali previsti dal Dpcm – proseguono nella comunicazione – e inoltre che l’orario di lavoro definito “spezzato”, poiché inficia direttamente con la qualità della vita dei dipendenti, sia concordato con le organizzazioni sindacali e con i lavoratori». –
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