Il presidio
Nuovi sversamenti nel Pesciola, scatta l’allarme
L’Associazione Tartufai denuncia la presenza di reflui oleari nelle acque, sopralluogo dei carabinieri forestali
/ CERTALDO
Sversamenti di reflui oleari nei campi adiacenti al torrente Pesciola.
È la segnalazione che arriva dal presidente dell’Associazione Tartufai Colline della Bassa Val D’Elsa, Rolando Marini, che denuncia l’ennesimo scarico di reflui oleari che mettono a rischio le tartufaie di bianco pregiato. Arpat è intervenuta nel 2019, quest’anno non ha ricevuto segnalazioni, ma proprio in questi giorni vi è stato un sopralluogo da parte dei carabinieri forestali.
«In questo periodo dell’anno, quando i frantoi sono in attività l’acqua del torrente Pesciola si scurisce in modo anomalo, segno evidente di uno scarico fuori norma, o di uno spandimento non autorizzato. Anche nel 2019 l’Arpat è stata sollecitata da noi tartufai a fare le necessarie verifiche, ma non sono arrivati a determinare la fonte dell’inquinamento. Quest’anno la situazione è peggiorata, complice la maggiore produzione di olio. Oltre all’inquinamento di un corso d’acqua viene ad essere danneggiata continuamente anche la tartufaia che si trova vicina al corso d’acqua. Le tartufaie di bianco pregiato sono beni ambientali irriproducibili, un patrimonio storico della collettività, ecosistemi complessi di qualità elevatissima, che non possono essere distrutti per il profitto di pochi e la mancanza di tutele», fanno sapere dall’associazione.
Una denuncia che punta una volte per tutte a risolvere un problema che rischia di mettere in difficoltà un delicato ma quanto mai importante elemento di ricchezza per il territorio.
L’Arpat fa il punto della situazione. Si parte dai controlli ai frantoi, svolti nel 2019, i quali potevano essere responsabili dello sversamento nel Pesciola, dato che i terreni erano limitrofi e i frantoi vicini al punto dello sverso.
Fu individuato dagli operatori il punto di scarico, dopo avere ripercorso a piedi un lungo tratto lungo il Pesciola, ma si trattava di un'area raggiungibile facilmente anche con mezzi carrabili (piccole cisterne trainabili). Successivamente furono controllati alcuni frantoi limitrofi ma non fu possibile individuare chi effettivamente poteva essere stato a sversare acque di vegetazione nei fossi.
Ora, nel 2020, si registra un intervento da parte della Forestale che ha individuato un nuovo sversamento nel Pesciola, in attesa di capire ulteriori sviluppi. —
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