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Insegnanti di sostegno per chi può continuare a studiare in classe
EMPOLI
Le norme imposte dal governo agli istituti scolastici nelle aree a rischio elevato tengono conto delle necessità degli studenti più fragili. I disabili in primis e quelli che presentano disturbi dell’apprendimento o che hanno bisogni educativi speciali, come non italofoni da poco entrati nel circuito scolastico.Sono decine in tutte le scuole superiori coloro che potranno continuare ad andare a scuola con l’insegnante di sostegno e, nei casi in cui c’è bisogno, di un operatore specializzato. «Su questo fronte ci siamo organizzati per poter garantire al massimo il diritto allo studio di tutti- commenta Filomena Palmisano, preside del Pontormo - noi abbiamo 20 studenti con sostegno e nei giorni scorsi abbiamo chiesto alle loro famiglie cosa preferissero: 11 vengono a scuola e gli altri seguono a distanza. Per i primi abbiamo messo a disposizione anche attività extra curricolari, come un corso di arte terapia con un esperto di arte». Una cinquantina, invece, sono quelli che continuano a frequentare i poli di via Sanzio e di via Giovanni Da Empoli all’istituto Ferraris Brunelleschi. «Tutti hanno l’insegnante di sostegno - dice la preside Daniela Mancini - e alcuni anche l’operatore socio assistenziale».
Altri 30 continuano con la didattica in presenza all’Enrique di Castelfiorentino. «Ci siamo organizzati in accordo con le famiglie - afferma la dirigente Barbara Degl’Innocenti - nella maggior parte dei casi chi continua a venire a scuola ha delle disabilità o grosse difficoltà di apprendimento legate alla lingua. Mentre per chi ha disturbi dell’apprendimento meno gravi o è più avanti con la lingua spesso ha scelto di fare didattica a distanza». —
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