Il Tirreno

Empoli

urbanistica 

Cinque Comuni uniti nel piano strutturale Scelti i progettisti

Una strategia unica sul territorio per affrontare dieci temi  tra Empoli, Vinci, Cerreto, Capraia e Limite, Montelupo 

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI

“Della città e territori delle due rive”, è questo il nome del Piano strutturale intercomunale che coinvolge le amministrazioni di Empoli, Vinci, Cerreto Guidi, Capraia e Limite e Montelupo Fiorentino. Il documento sta iniziando a prendere forma.

Il Comune di Empoli, in qualità di ente capofila dei cinque coinvolti, ha concluso le procedura di aggiudicazione per la redazione del documenti e quella per l’affidamento della progettazione e attuazione delle attività di partecipazione inerenti il procedimento di formazione dello stesso piano.

I cinque Comuni che si sono associati condividono problematicità e caratteristiche similari da un punto di vista delle infrastrutture e delle attrezzature, dell’economia, del paesaggio e del turismo.

L’Unione dei Comuni Circondario Empolese Valdelsa, come “centrale unica di committenza” è stata incaricata di svolgere la gara per l’affidamento del servizio. Alla gara hanno partecipato cinque operatori ed è stata aggiudicata al Raggruppamento temporaneo di Professionisti coordinato dall’architetto Giovanni Parlanti di Monsummano.

Gli offerenti hanno sviluppato proposte tecniche e metodologiche in merito ad alcuni punti già individuati con l'avvio del procedimento. Tra queste quella del gruppo vincitore è risultato la migliore secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa.

I temi trattati nelle offerte e che saranno sviluppati nell'ambito della redazione del Piano sono dieci e abbracciano varie priorità che caratterizzano il territorio dei cinque Comuni: il fiume che unisce (miglioramento delle relazioni sinergiche tra il sistema fluviale e il territorio attraversato); un territorio sicuro; una nuova connessione per il territorio (individuazione di una nuova strutturazione e gerarchia infrastrutturale); la rete turistica; le attrezzature (ottimizzazione e concentrazione degli impegni economici); la città fra le barriere (eliminazione della barriera infrastrutturale); un territorio, tre sistemi (azioni di riequilibrio territoriale fra i sistemi della piana della collina settentrionale e di quella meridionale); la piana agricola (azione di governo rurale combinando l’aspetto produttivo agricolo a quello paesaggistico e turistico); la rigenerazione urbana (messa a sistema di una serie di progetti tesi alla rigenerazione urbana al fine di rafforzare i poli urbani esistenti e la creazione di nuovi punti di aggregazione e riqualificazione dell’insediamento); la realtà produttiva (riorganizzazione delle attività produttive e artigianali in un ottica complessiva sul territorio intercomunale in modo da evitare la diffusione indistinta e puntando al loro completamento e alla loro riorganizzazione funzionale).

La legge regionale Toscana numero 65/2014 riconosce la necessità di considerare la partecipazione come componente ordinaria delle procedure di formazione dei piani affinché sia resa più trasparente e coerente ed i soggetti istituzionali, i cittadini e gli attori economici possano partecipare, ognuno per le proprie funzioni, alla costruzione e gestione di decisioni. Insomma, sarà un documento che potrà avere dei contributi da parte della cittadinanza.

Per questo è stata effettuata anche la procedura per l’affidamento delle attività di partecipazione.

Procedura condotta direttamente dal servizio urbanistica del Comune di Empoli, in rappresentanza di tutte le altre amministrazioni. Sarà la Sociolab di Firenze a occuparsi del processo partecipativo. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino