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Empoli

I “tartassati” del Dpcm vanno in piazza a Certaldo

Giacomo Bertelli
I “tartassati” del Dpcm vanno in piazza a Certaldo

Alle 18, dopo la chiusura, la manifestazione di baristi, ristoratori e non solo «Serviva un provvedimento più equo, bisogna agire». Poi l’incontro col sindaco

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/ CERTALDO

Una protesta pacifica ma sentita e decisamente molto numerosa. Più di 100 persone sono scese in piazza Boccaccio a Certaldo, nel tardo pomeriggio di ieri, per lamentarsi dell'ultimo decreto approvato dal Governo per contrastare il Covid-19.

Certaldo sfiora in questa seconda ondata i 100 contagi. In piazza, davanti al municipio c'erano tutti: titolari di bar, palestre, gelaterie, insegnanti, ristoratori e molto altro. Un mondo molto variegato che ha visto nascere una sorta di comizio in piazza Boccaccio dopo le 18, orario in cui tantissime attività con il Dpcm approvato hanno chiuso la serranda. A parlare per primo è stato Franco Brogi, presidente di Fiepet e titolare del pub Fionn Mac Cool di Certaldo. Anima, assieme a tanti altri ristoratori e titolari di attività di una protesta, pacata ma diretta. «Non dobbiamo illuderci, sappiamo bene che tutto questo non finirà il 24 novembre, arriveremo a Natale e poi ad anno nuovo, in casa. Parrucchieri ed estetisti ad esempio i prossimi saranno loro a fare le serrate. Serve un provvedimento più equo che possa servire veramente a lottare contro questa pandemia. I supermercati e i centri commerciali allora devono chiudere, non è tempo di pensare, bisogna agire».

Tanti interventi da parte dei cittadini, come Vania Bartali del bar Italia in via 2 Giugno: «Dobbiamo lottare insieme, ricordatevelo cittadini, da questa guerra se ne esce insieme. Il nemico è altrove». Cosimo Neri, titolare del Salotto Negroni, bar accanto al cinema multisala Boccaccio: «Non esistono prove scientifiche all'interno dei locali come i nostri vi sia una diffusione maggiore del Covid-19. Questa è una condanna ingiusta». A parlare anche un rappresentante che lavora per la Sammontana: «Sono venuto qui per darvi il mio supporto, i bar e tutte le attività connesse fanno parte della mia vita. Questo è un colpo al cuore».

È stato il turno poi delle guide turistiche: «Siamo drammaticamente fermi, noi abbiamo dato la disponibilità anche con i mezzi di trasporto di dare una mano, ma non siamo ascoltati». Una insegnante di un asilo: «I genitori sono preoccupati, perché dopo l'orario scolastico, non sanno dove portare i loro figli». Tanti striscioni, rispettosi e anche carichi di speranza ma anche di grande paura per una bancarotta che sembra sempre più vicina.Una delegazione di cittadini ha parlato con il sindaco di Certaldo, Giacomo Cucini, che ha ascoltato le considerazioni da parte dei titolari della attività colpite duramente da questo Dpcm: «Proverò assieme a tutti i miei colleghi a portare le vostre istanze al prefetto e ai piani più alti. Sono tanti i provvedimenti decisi che anche io faccio fatica a capire, non ve lo nascondo».

A Empoli, invece, alcuni commercianti hanno preso parte alla manifestazione indetta da Confesercenti nel tardo pomeriggio di ieri Firenze (mercoledì il bis). Ma intanto è nata una pagina Facebook (“Ora basta!!”) dove sta prendendo corpo anche l’idea di organizzare qualcosa di simile proprio a Empoli per la giornata di giovedì. —

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