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Empoli

le segnalazioni 

Dall’avvocato alla madre in ansia: ancora disagi e proteste

D.D.

Tante le persone in attesa  dell’esito del test molecolare: «Non sto lavorando da giorni» «La pediatra mi ha detto di rimandare il bimbo a scuola»

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EMPOLI

Sono quotidiane le segnalazioni di disagio legate al ritardo nelle consegne degli esiti dei tamponi effettuati per il coronavirus nell'Empolese Valdelsa.

Questa situazione sta provocando problemi a famiglie e professionisti, che non sanno come procedere in determinate situazioni. Un caso riguarda un avvocato di Capraia e Limite, Francesca Montomoli, che da una settimana è in attesa dell'esito del tampone: «Una decina di giorni fa ho incontrato per due ore un cliente fuori dal Palazzo di Giustizia di Firenze – spiega – che nei giorni successivi ha avuto sintomi. Lunedì 12 si è fatto il tampone, risultato positivo venerdì 16. Il cliente mi ha contattata e quindi mi sono rivolta al medico di famiglia che, in tre minuti, mi ha fatto pervenire la richiesta per il mio test. Quindi sempre venerdì 16 l'ho eseguito in via Boccaccio a Empoli, senza avere avuto ancora esito».

Nel frattempo la professionista limitese si è messa in quarantena fiduciaria: «Ho avvertito mal di testa fortissimo e dolori in questi giorni – prosegue – mi sono isolata assieme a mia figlia che aveva la febbre. Mio marito e gli altri due figli però hanno continuato la loro vita. Non sto lavorando da 8 giorni e devo chiedere ai miei colleghi di segnalare ai giudici la mia situazione. Se continua così, uscirò dalla quarantena prima dell'esito del tampone».

L'avvocato Montomoli ha provato a segnalare il disagio, senza avere risposte puntuali, come ha fatto anche Regina Maria Catena di Montelupo Fiorentino, il cui figlio va alla scuola dell'infanzia: «Lunedì 12 ottobre alle 22.30 ci fanno sapere che dal giorno dopo non possiamo mandare i bimbi all'asilo – spiega – perché una maestra aveva una presunta positività al Covid. La mattina di venerdì 16 l'Asl ci comunica ufficialmente la quarantena fino a lunedì 19: l'azienda ci ha invitato a eseguire il tampone a tutti i bambini. La pediatra richiede l'appuntamento e alla fine mi sono ritrovata con due convocazioni per domenica 18 e lunedì 19. Siamo andati il primo giorno e, da allora, abbiamo ricevuto solo la notifica per la mancata presentazione al successivo». La signora Catena ha provato a chiedere informazioni all'Asl Toscana Centro: «Per tre volte mi hanno risposto per mail chiedendomi i dati della carta di identità e del codice fiscale – conclude – dicendomi sempre che mi avrebbero fatto sapere. Ho chiamato il numero dedicato, ma dopo 30 minuti di attesa ho dovuto riattaccare il telefono. La pediatra mi ha inviato a rimandare il bimbo a scuola, altrimenti sarebbe stata assenza ingiustificata». —

D.D.

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