Il Tirreno

Empoli

lo sport dell’uisp dopo il dpcm 

L’attività nelle palestre continua, campionati a rischio

Marco Pagli
L’attività nelle palestre continua, campionati a rischio

Il presidente Scali spiega quali misure sono state prese «Ma è inaccettabile la differenza che si fa rispetto al professionismo»

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/ EMPOLI

Attività in palestra confermate, seppure riorganizzate alla luce delle nuove norme, e competizioni sportive che rimangono al momento in attesa di un’analisi puntuale della situazione.

Il comitato Uisp Empoli Valdelsa risponde così al nuovo Dpcm annunciato domenica scorsa dal presidente del consiglio Giuseppe Conte. «Le nostre palestre erano già state adeguate alle norme anticontagio fin dalla riapertura prima dell’estate – spiega il presidente Alessandro Scali – in questi giorni, inoltre, abbiamo riadeguato gli iscritti agli spazi, riprogrammato l’attività motoria in modo da garantire il distanziamento e informato tutti sulla necessità di utilizzare la mascherina durante le lezioni. Alla luce di ciò rimaniamo pronti per accogliere i nostri atleti della ginnastica, dell’attività fisica adattata e dei corsi per i più piccoli nel massimo della sicurezza».

In attesa di capire se ci saranno novità dopo la settimana di adeguamento e monitoraggio “concessa” dal governo, insomma, i corsi al palazzetto dello sport Albano Aramini e all’interno di circoli e palestre sono confermati. I dubbi - ad oggi non ancora sciolti - riguardano gli sport di contatto. Il destino delle varie competizioni che sul territorio interessano migliaia e migliaia di associati Uisp è legato alle decisioni che verrano prese a livello nazionale e regionale dai responsabili dell’associazione. «Al momento è in atto una verifica dettagliata sulle novità introdotte dal decreto del 18 ottobre – prosegue – e ogni organizzazione, da quelle federali a quelle amatoriali, sta valutando i dettagli per arrivare ad una decisione sulle competizioni sportive che erano state programmate e che in alcuni casi erano anche già ripartite».

Responsabilità e massimo rispetto delle norme di sicurezza, ma anche volontà di non fermare l’attività motoria e sportiva in toto. La delicatezza del momento non può far perdere di vista quali sono i rischi per un settore fondamentale come quello sportivo. «Troppo spesso, e anche con le ultime decisioni prese dal governo, si applica una discriminante inaccettabile tra professionismo e dilettantismo – attacca Scali – quest’ultimo rappresenta la grande maggioranza del movimento e non si può ignorare l’impatto economico che questa crisi sta avendo e avrà su migliaia di società e quello sociale legato ad un blocco indiscriminato della attività. Non ci sono ad oggi evidenze che indichino un legame tra contagi e pratica motoria: i rischi esistono, come in qualsiasi altro contesto, ma se si rispettano i protocolli sono gestibili. Va colpito con non si adegua, ma chi è in regola deve essere salvaguardato». —

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