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«Dalle sconfitte occasioni di crescita anche per i ragazzi»
Nelle società Santa Maria e Avane, dopo l’eclatante 18-1 di domenica scorsa, c’è la voglia di ricucire lo strappo e di guardare avanti per ridurre gli squilibri
EMPOLI
Risultato clamoroso, 18-1, è vero, ma nello sport può capitare. Dal rugby al basket non c’è da meravigliarsi. È vero che il risultato fra il Santa Maria e l’Avane dei Giovanissimi b può aver sorpreso qualcuno ma i commenti un po’fra le righe, tra genitori e addetti ai lavori, un pizzico hanno esagerato. Per fortuna entrambe le società, Polisportiva Santa Maria e Avane, hanno cercato di gettare acqua sul fuoco.
«Domenica si è giocata la prima partita di campionato. Per tutti doveva essere una festa. Al di là di qualche torneo a settembre, era da fine febbraio che non si giocava una gara di campionato – chiariscono alla Polisportiva Santa Maria –. Era tanta la voglia da parte di tutti. Ci sono stati tanti risultati, alcuni molto squilibrati, come sempre accade nel settore giovanile. Come avviene ogni anno, anche per questo citiamo l’articolo de La Nazione Firenze di esattamente un anno fa, 8 ottobre 2019, dal titolo: Bufera calcio giovanile: risultati squilibrati, fioccano i 20-0, “Ragazzi sotto choc”, dove anche la federazione spiega come funziona il meccanismo. Questo per far capire che quello che è accaduto domenica mattina a Santa Maria, nella partita tra S. Maria A. S. D. e Avane categoria Giovanissimi B 2007, e in altri campi della provincia e della Toscana, non è una novità. Accade spesso, praticamente a ogni giornata».
«La novità che ci ha colto tutti di sorpresa è che alcuni dirigenti possano parlare addirittura di bullismo. Possano permettersi di dire che un tecnico abbia spinto i propri ragazzi a insistere nella ricerca del gol. Addirittura che i bambini avevano timore di uscire. Si precisa – continua il Santa Maria – che la partita si è svolta a porte chiuse e che erano presenti solo i dirigenti accompagnatori delle due squadre e un responsabile osservatore degli arbitri che non ha riscontrato nessuno degli episodi contestati. L’allenatore del Santa Maria, che ha il pieno appoggio e sostegno della società, riscontrato il netto divario tecnico tra le due squadre, ha messo in atto tutto quanto in suo potere per evitare di rendere il risultato ancora più pesante, invertendo i ruoli dei giocatori in campo e dandogli ulteriori compiti tattici. Non ci stiamo a vedere accusato il nostro allenatore e anche i bimbi di bullismo. Al termine ci siamo salutati come sempre avviene. Nessun episodio di derisione o sbeffeggio, assolutamente non è accaduto niente di tutto questo». Anche da parte della Polisportiva Avane c’è il desiderio di guardare in modo costruttivo al futuro. «La Polisportiva Avane nelle sue più alte cariche tiene a precisare che questa partita non sia stata caratterizzata da nessun evento antisportivo nei confronti dei nostri tesserati da parte dei giocatori avversari, ai quali vanno, anzi, i migliori complimenti per la prestazione e le qualità calcistiche messe in campo che ne hanno scaturito una netta vittoria in loro favore. Pensiamo che quello che è stato scritto, purtroppo, sia stato fraintendibile e frainteso e che abbia portato fuori strada il ragionamento rispetto al punto focale della questione. La riflessione secondo noi dovrebbe invece essere di spunto per domandarsi tutti, se sia possibile fare meglio al fine di limitare in futuro il fatto di ritrovarsi di fronte a dislivelli così importanti all’interno di un medesimo girone e di una medesima categoria seppur consapevoli che le sconfitte diano una grande possibilità di crescita». «Capiamo la complessità del problema – prosegue la società Avane – ma essendo purtroppo questi episodi ricorrenti, crediamo che, sia utile concentrare su certe dinamiche una certa attenzione costruttiva in quanto crediamo che il Gioco del Calcio resti e debba essere una opportunità per tutti, creando le condizioni per esaltare le qualità, il talento dei ragazzi più bravi ed altresì limitando le condizioni che possano avvilire i ragazzi meno bravi allontanandoli da un pallone. Concludiamo nel mandare un messaggio a sostegno dei nostri ragazzi, dicendo loro di non mollare perché nel calcio come nella vita ci possono essere momenti difficili e che con l’impegno, la forza di volontà e con lo spirito di gruppo alimentato assieme ai propri compagni sarà possibile risollevarsi e ottenere grandi miglioramenti». –
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