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Barzanti: «Vogliamo il rispetto di diritti come lavoro e salute»

Barzanti: «Vogliamo il rispetto di diritti come lavoro e salute»

Il Pci ha presentato i candidati al consiglio regionale e il candidato alla presidenza  della Regione Toscana in vista del voto del 20 e 21

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EMPOLI

Sono Vladimiro Spinelli, 52 anni, operaio della Vibac di Vinci, delegato Rsu Cgil, Maria Assunta Piccicuto, 66 anni, barista del Circolo Pacchi di Fucecchio, impegnata nell’Anpi e in associazioni per i diritti delle donne, Mauro De Felice, 23 anni, militante della Federazione Giovanlile Comunista, lavoratore precario, Debora Bianchini, 41 anni, lavoratrice in somministrazione, delegata Rsu Cgil, i candidati consiglieri regionali del Collegio Firenze 3 del Pci che si sono presentati ieri mattina in piazza XXIV Luglio insieme al candidato presidente della Regione Toscana, Marco Barzanti.

Nel corso dell’incontro Barzanti ha chiarito il suo pensiero. «Cosa porto di diverso da Giani e dalla Ceccardi? – ha detto Barzanti – È semplice. Il Pd ha promesso una Toscana moderna, sciacquandosi la bocca con l’europeismo, ma dopo dieci anni di presidenza Rossi la Toscana è in crisi profonda e ha infrastrutture arcaiche, inadeguate, con l’aggravante che quella che propone oggi il candidato del centrosinistra, il craxiano e renziano Giani, non è affatto diversa da quella che lascia il suo precedessore. La Ceccardi, ugualmente, vuole una Toscana incentrata sulle privatizzazioni e sul profitto del sistema bancario e finanziario. Giani è stato presidente del consiglio regionale mentre Rossi massacrava la sanità e la scuola pubblica. La Ceccardi, da sindaco di Cascina, si è qualificata come un’amministratrice inadeguata ed ingiusta, degna compare di Salvini. Noi, invece, vogliamo riportare in Toscana il lavoro e il diritto alla casa, alla sanità gratuita e alla scuola. Vogliamo pace, progresso, solidarietà. Vogliamo riaccendere la speranza. Ecco cosa porto di diverso da Giani e dalla Ceccardi».

«Noi comunisti siamo contro l’intramoenia, contro la privatizzazione della sanità pubblica, contro l’ipocrisia del governo centrale che prima ha tolto 37 miliardi alla sanità e adesso vorrebbe ricorrere al Mes per riaverli. I nostri governanti fanno ridere. Noi siamo per la coerenza. Anche per questo chiediamo il voto». –

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