Il Tirreno

Empoli

Il rombo delle moto per l'ultimo saluto a Mattia

di Giacomo Bertelli
La gigantografia di Mattia Casalini davanti alla bara (foto Carlo Sestini)
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La gigantografia di Mattia Casalini davanti alla bara (foto Carlo Sestini)

Nella piazza antistante la chiesa di Santa Verdiana a Castelfiorentino centinaia di persone per il commiato al giovane deceduto dopo uno scontro a bordo della sua moto con un autocarro lo scorso 3 settembre

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CASTELFIORENTINO. Il rombo assordante dei motori, il senso di libertà, ma nella piazza antistante la chiesa di Santa Verdiana a Castelfiorentino il dolore per l'ultimo saluto a Mattia Casalini ha commosso e pervaso le centinaia di persone che si erano radunate per il funerale del giovane, deceduto dopo uno scontro a bordo della sua moto con un autocarro lo scorso 3 settembre. Una piazza silenziosa, quella davanti la chiesa del Santa Verdiana, ha accompagnato il giovane, 19enne, amante dell'enduro, ben prima dell'inizio del funerale. Un silenzio rigoroso, rotto talvolta da applausi spontanei. Striscioni e fotografie in ricordo del giovane. Un solo e comune unico denominatore: la passione per la moto, quel mezzo dove ha trovato maledettamente la morte lungo via Lucardese. Tantissimi i giovani, i compagni di scuola e di moto.

Testa china, colpi sulla sella del motore, sentimenti contrastanti di fronte ad un momento dove capisci che il tuo amico non c'è più. Un amico che vive più che mai nei ricordi dei presenti, molti dei quali hanno indossato una maglietta con una foto di Mattia a bordo della sua moto in viaggio verso la libertà. Quella stessa libertà che il parroco di Castelfiorentino ha ricordato nel suo intervento, di fronte alla famiglia di Mattia Casalini. Il padre, Massimo, si è presentato con la maglia del figlio, con il nome del giovane che campeggiava alle spalle. In chiesa, davanti al feretro, una fotografia di Mattia a bordo della sua passione di vita: la moto.

Per il 19enne la moto era una vera passione, come ricordato dal parroco, Don Alessandro Lombardi: "Il dolore resta e il perchè è un qualcosa di oscuro. Per Mattia la moto era come un viaggio, per lui guidare era libertà. Anche lo stesso Papa Francesco aveva elogiato i motociclisti, perchè con la loro passione, avevano contagiato il mondo che ha bisogno di questo. La vera passione è andare avanti. Voleva lasciare un segno e l'ha lasciato". Lo stesso sacerdote ha ricordato la vicinanza del sindaco di Castelfiorentino, Alessio Falorni, presente al funerale e il saluto del cardinale Betori. La sorella Noemi ha ringraziato durante la celebrazione tutti i presenti: "Con te ero sempre me stessa, sei l'unica persona che mi ha sempre compreso. Se il mio cuore potesse parlare, ti riconoscerebbe per sempre in mezzo alla gente".

All'uscita del feretro si sono scatenati i centinaia di amici di Mattia con i loro motori; una cortina di fumo e un rumore che sapeva più di un grido di rabbia per la scomparsa di un caro amico, mentre tanti palloncini volavano in aria.  Anche gli amici, con parole rotte dal dolore, hanno salutato il loro amico, volato troppo presto in cielo: "Stiamo provando grande dolore e vorremmo aver passato ancora più tempo con te, non ti dimenticheremo mai". Le offerte raccolte verranno destinate al fondo vittime della strada e alla ricostruzione della sua moto, come l'avrebbe sognata lui.



 

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