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Pubblica assistenza festeggia tra premi e nuovo mezzo

Pubblica assistenza festeggia tra premi e nuovo mezzo

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MONTELUPO

Era il 6 Settembre del 1990 quando a Montelupo Fiorentino, grazie all'impulso di un gruppo di soci fondatori e con il sostegno dell'assessore Paolo Pinelli, venne rifondata, dopo la chiusura forzata durante il ventennio fascista, la Pubblica Assistenza, inizialmente come sezione delle Pubbliche assistenze riunite di Empoli, poi come associazione indipendente.

In questi trenta anni l'associazione è cresciuta insieme al proprio paese, Montelupo Fiorentino, operando a servizio della popolazione in completa sinergia con le altre realtà territoriali, con tutte le pubbliche assistenze toscane e soprattutto con la Misericordia locale, con la quale condivide la gestione della Rsa Il Castello.

Trent'anni dopo, il 6 Settembre 2020, la Pubblica Assistenza di Montelupo Fiorentino, ha voluto celebrare questo importante momento al Parco dell'Ambrogiana, insieme ai propri volontari e con la partecipazione di tante associazioni. Nell'occasione, è stata inaugurata una nuova ambulanza, la M73, che si aggiunge ai mezzi in dotazione alla Pubblica Assistenza. Un acquisto possibile solo grazie al grande impegno dei volontari. Il 30° anno dell'associazione è stato anche l'occasione per ringraziare e premiare i volontari e alcuni dei soci fondatori presenti all'evento, che vale la pena citare: Sergio Calosi, Vinicio Barbetti, Alfredo Bedogni e Mario Frosini.

Al taglio del nastro hanno inoltre partecipato il sindaco Paolo Masetti, il consigliere regionale Enrico Sostegni e il presidente di Anpas Toscana Dimitri Bettini, che hanno speso parole di ringraziamento e di stima nei confronti dell'associazione

«Il nostro compito è metterci al servizio della popolazione e ciò che facciamo è la conseguenza di ciò che siamo e che siamo stati in questi 30 anni – ha commentato il presidente della Pubblica Assistenza di Montelupo, Dino Cei – ci tengo a ringraziare tutte i nostri volontari, senza i quali niente di tutto questo sarebbe possibile, le autorità istituzionali, che hanno fatto il possibile per aiutarci nelle difficoltà, i soci fondatori, che rappresentano i depositari della nostra storia e tutte le associazioni del territorio. Vogliamo continuare a costruire il futuro, con lo sguardo dritto e aperto verso ciò che verrà, ma rimanendo ancorati, con il cuore, ai nostri valori e a ciò che ci ha portato ad essere ciò che oggi siamo». —

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