Il Tirreno

Empoli

la denuncia 

L’argine del rio si è eroso «Serve un intervento rapido»

David Meccoli
L’argine del rio si è eroso «Serve un intervento rapido»

Preoccupazione tra i residenti della zona di Petroio «Ogni volta che l’Arno è in piena rigetta l’acqua indietro Già persi 10 metri di argine»

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VINCI

L’Amazzonia con la sua rigogliosa vegetazione…a due passi dall’Arno. È questo che può vedere, affacciandosi ogni mattina dalle finestre della sua abitazione di via Leonardo da Vinci, Marco Nucci.

Siamo in piena zona commerciale e industriale, tra Petroio e Sovigliana, ma soprattutto una zona che sembra essere stata dimenticata da troppo tempo. «Ho provato tante volte a contattare il Consorzio di bonifica, ma niente, da queste parti non si fa vedere mai nessuno», dice Nucci.

Ma la folta “foresta” non è l’unico problema, seppure sia quello più visibile a occhio nudo. Anzi. In realtà ce n’è uno più subdolo e pronto a far sentire i suoi effetti devastanti se non si dovesse intervenire in maniera più profonda sull’area. In quello che la gente del posto chiama “rio dei Marconcini”, ovvero il fiumiciattolo che si va a gettare in Arno proprio da queste parti, gli argini sono stati progressivamente erosi e in certi punti della stradina interna che porta alla casa dei Nucci (e che costeggia lo stesso fosso) non sono rimaste che poche decine di centimetri prima che possa franare tutto. «Per sicurezza – dice Marco Nucci – ho posizionato io stesso una staccionata, altrimenti quando fa buio si rischia di finire direttamente nel canale con l’auto. Anno dopo anno la scarsa manutenzione ha fatto portare via 10 metri di argine. E in questo caso si tratta di un problema che si amplifica ogni volta che l’Arno è in piena e rigetta indietro le acque del fosso».

E la memoria torna allo scorso novembre, quando l’intera zona finì sott’acqua a causa dell’esondazione del fiume. «La verità è che qui servirebbero – conclude Nucci – almeno due interventi. Uno più leggero, ovvero la completa pulizia del canale, per evitare che si accumulino detriti e la vegetazione non regni incontrastata. E uno più strutturale, con la realizzazione di un muro di contenimento che ci metta al riparo da ogni pericolo di frana». —

David Meccoli

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