Italia
Nel suo secolo di vita Alida ha visto avvicendarsi otto papi
La signora Pecciarini è stata festeggiata a Vitolini per il suo 100° compleanno dal sindaco Giuseppe Torchia, da figli, nipoti, pronipoti e da tanti amici
VINCI. In Italia c’era il Re Vittorio Emanuele III, il capo del governo era l’inossidabile Giovanni Giolitti e la Marcia su Roma era ancora lontana, quando in un borgo di case nella Maremma grossetana, a Leccio, fra Casale di Pari e Pari in una famiglia di mezzadri, nacque Alida Pecciarini. Era il 27 agosto del 1920. Terza di cinque figli, Alida ha vissuto la sua gioventù nel paese d’origine dove, subito dopo il passaggio del fronte della seconda guerra mondiale, convolò a nozze con il suo amato Rino (Minacci) nell’ottobre del 1944, quando ancora la guerra non era finita. Poi vennero giorni difficili, soprattutto nell’amara terra di Maremma, e insieme Rino e Alida, come moltissimi altri, presero la decisione di emigrare verso nord, quando il nord per chi proveniva da quelle terre poteva essere benissimo anche la provincia di Firenze. Così fu. Correva l’anno 1960. Altre epoche, altre distanze, diverse opportunità di lavoro da ricercare. Fu così che con due vacche maremmane, i due figli piccoli Romano e Sergio, e poco altro arrivarono in un podere nel comune di Capraia e Limite. Poco dopo si stabilirono poco più in là, a Vitolini (Vinci), dove da quel momento hanno trascorso tutta la loro vita. Sabato 29 agosto Alida, felice e soddisfatta insieme alla sua bella famiglia ha festeggiato il centesimo compleanno, ricevendo gli auguri di tantissimi amici e conoscenti. Alla festa è intervenuto anche il sindaco di Vinci Giuseppe Torchia, con tanto di fascia tricolore, per portare alla signora il proprio saluto a nome dell’intera comunità vinciana. Una vita lunga – quella di Alida - e piena di soddisfazioni, fra figli, nipoti e pronipoti, ma anche di momenti duri e difficili. E di dolori, come quello per la scomparsa del marito, avvenuta nel 1998. È un po’ il destino di chi vive a lungo.
Vengono i brividi dalla commozione se pensiamo che nella sua vita ha visto avvicendarsi otto papi al soglio di Pietro, ha vissuto il primo dopoguerra, l’inizio e la fine della dittatura e l’inizio e la fine della seconda guerra mondiale, le prime elezioni a suffragio universale con l’avvento della Repubblica e della Democrazia, il boom economico degli anni Sessanta fino ai giorni nostri. Sempre con il pensiero rivolto al futuro, sempre rimboccandosi le maniche e sempre con il sorriso sulle labbra. Sempre decisa ad andare avanti, nel segno dei valori che contano davvero, primo fra tutti quello della famiglia. Insomma, la gioia di vedere tutta la famiglia riunita e sentire il calore e l’affetto di tutti i conoscenti per festeggiare i suoi cento anni è stata enorme, ma Alida come sempre, con serenità e sulla scorta dell’esperienza supportata da una memoria di ferro, guarda al domani. Giungano a lei, insieme a tutti gli altri, i migliori auguri da tutta la redazione del Tirreno. —
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