A caccia con le mascherine durante le battute al cinghiale
Malquori, presidente di Arci Caccia: «Anche nel caso di recenti eventi cinofili abbiamo adottato protocolli di sicurezza contro i rischi legati al coronavirus»
EMPOLI. Questi sono giorni importanti per i cacciatori che vivono nell’Empolese Valdelsa, circa settemila secondo le stime delle associazioni. I Comuni hanno iniziato da poco la distribuzione dei tesserini venatori ma, vista la situazione legata a Covid-19, le varie sigle che raggruppano gli amanti della caccia sul territorio si stanno adoperando per consegnare loro direttamente i permessi rinnovati, in accordo con i municipi stessi. La prossima settimana la Regione Toscana firmerà anche l’atto per la preapertura della stagione che, salvo sorprese, dovrebbe essere mercoledì 2 e domenica 6 settembre.
La consegna dei tesserini nell’Empolese Valdelsa sarebbe dovuta partire la settimana antecedente Ferragosto ma è slittata di qualche giorno, permettendo alle associazioni di poter raccogliere le deleghe e i nominativi di chi preferisce evitare di andare in Comune a prendere il tesserino. In questa prima fase problemi legati al Covid-19 non ce ne saranno visto che chi va a caccia in solitario spesso è particolarmente distanziato. Ma nelle settimane successive anche questo tipo di attività dovrà tenere conto della situazione.
«Mi sento di dire che come attività venatoria siamo preparati – commenta l’ex sindaco di Gambassi Terme Paolo Malquori, presidente provinciale dell’Arci Caccia – anche ai recenti eventi cinofili abbiamo adottato dei protocolli che si pensa la gente abbia metabolizzato. Per la caccia al cinghiale dovremo prevedere distanziamento e atti di prevenzione come le mascherine nei momenti in cui le squadre si ritrovano e l’igienizzazione delle mani».
Un timore è anche quello legato all’aspetto economico. «Il conto di quanti cacciatori saranno attivi su questo territorio lo faremo alla terza domenica di settembre all’avvio ufficiale – prosegue Malquori – ci sarà chi avrà paura di uscire, ma va tenuta di conto anche la capacità economica di chi va a caccia, visto che il rinnovo e gli altri documenti hanno un costo che si aggira intorno ai 500 euro. Le associazioni guardano con molta attenzione a questa data».
In Toscana, dove ci sono circa 120mila cacciatori, secondo Arci Caccia su dieci che non rinnovano il tesserino, se va bene, ci sono tre nuovi appassionati che lo fanno: un trend che vale anche per l’Empolese Valdelsa.
Per quanto riguarda i nodi da sciogliere per la nuova stagione venatoria, dopo che il Tar ha tolto le specie di moriglione e pavoncella tra quelle cacciabili dopo il ricorso delle associazioni animaliste, ci sarà da capire anche come evolveranno i rapporti tra le squadre di caccia al cinghiale e gli agricoltori dopo che sono state inserite delle modifiche sulla gestione dei 400 metri di confine tra le aree vocate e non vocate.
«La gestione di questi spazi la Regione l’ha affidata alle squadre – conclude Malquori – facendo sì che gli agricoltori esprimessero preoccupazioni sul fatto che non ci sarebbe stato un pronto intervento per difendere le case e i terreni dagli ungulati. Si tende ad aprire una situazione di frizione con il mondo agricolo con il rischio che l’Atc venga chiamata a pagare i danni del cinghiale se nessuno interviene. La figura del cacciatore, è bene ribadirlo, si prende anche cura dell’ambiente e aiuta l’imprenditore agricolo che subisce i danni da fauna selvatica».
Quest’anno per l’Atc 5 Firenze Sud, dove è compreso l’Empolese Valdelsa, la caccia al cinghiale è permessa dal 18 ottobre prossimo al 17 gennaio 2021. –
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