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Pericolanti i rami dei pini: arrivano i vigili del fuoco

D. D.
Pericolanti i rami dei pini: arrivano i vigili del fuoco

I residenti di via Minzoni e piazza Catinai non hanno potuto fare altro che chiamare il 115 dato il rischio legato ai rami sporgenti sulla strada

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MONTELUPO

Stavolta i residenti di via Don Giovanni Minzoni e piazza dei Catinai a Montelupo Fiorentino non hanno potuto fare altro che chiamare il 115 dopo l’ennesimo pericolo rappresentato da una serie di pini che stanno sporgendo sulla strada e dove, ogni tanto, cadono dei pezzi.

Nessuno si è fatto male, ma ieri mattina un grosso ramo minacciava il tratto di strada compreso tra il ponte sull’Arno e il sottopasso della stazione ferroviaria, sempre molto frequentato da automobilisti e pedoni.

Erano circa le dieci quando i vigili del fuoco di Empoli sono stati chiamati per intervenire con un’autogru in modo da poter segare le parti più pericolose dei pini esposte sulla strada e sulla piazzetta utilizzata dai pendolari per lasciare le loro auto prima di prendere i treni per Firenze.

Sul posto anche la polizia municipale, che ha anche avuto un colloquio con alcuni residenti per capire meglio una situazione che si sta protraendo ormai da diverso tempo. Gli alberi in questione hanno le loro radici all’interno di un terreno privato.

«Eravamo usciti di casa io e mia moglie per andare al mercato – racconta Jonathan Giannoni, che vive in piazza dei Catinai – quando abbiamo visto un grosso ramo sporgente che si era staccato dall’albero e stava minacciando il marciapiede sottostante. Noi residenti abbiamo già fatto segnalazioni al Comune per questa situazione in quanto le condizioni dei pini stanno peggiorando. Essendo il terreno di un privato e disabitato da tempo, nessuno può fare niente, ma noi che viviamo intorno accusiamo tutto il disagio. Nella piazzetta più volte sono caduti pezzi di alberi sopra le auto in sosta e sarebbe necessario poter intervenire anche nelle parti dei pini che sono all’interno della recinzione e non solo quelle sporgenti». –

D. D.

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