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Empoli

L’inchiesta sui pericoli in fi-pi-li 

Pannello crollato in superstrada: cinque indagati tra Avr e Città Metropolitana

pietro barghigiani
Pannello crollato in superstrada: cinque indagati tra Avr e Città Metropolitana

L’accusa è di attentato alla sicurezza dei trasporti. Nel mirino della Procura l’assenza di manutenzione sulle strutture

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pisa

Un crollo improvviso arrivato a pochi giorni dalla tragedia del ponte Morandi a Genova con il suo carico di morti e nessuna fatalità contro cui imprecare.

Un pannello orizzontale che sorregge i cartelli con le indicazioni stradali collassa sull’asfalto. Sfiora, ma non centra le auto in transito. Quel giorno il destino seppe essere benevolo evitando la cronaca con persone coinvolte. Una frenata al tempo giusto e caduta del cartello inizia e finisce

È il pomeriggio del 22 agosto 2018 quando sulla superstrada in direzione del capoluogo fiorentino a ridosso dello svincolo per Livorno accade quello che per la Procura diventa un reato, attentato alla sicurezza dei trasporti. Una contestazione colposa che la magistratura addebita ora a cinque tra tecnici e dirigenti di Avr e Città Metropolitana.

Gli indagati rispondono per la loro posizione di garanzia rispetto alla responsabilità oggettiva in un episodio che mette al centro dell’inchiesta la presunta assenza di manutenzione.

L’informativa finale è stata consegnata dalla polizia stradale che nel corso delle indagini ha avuto il supporto tecnico dei vigili del fuoco.

Le cinque persone indagate hanno avuto modo di nominare legali e consulenti in quella che sarà una partita anche di perizie da giocare in Tribunale.

A rompersi era stato un pezzo prefabbricato in alluminio e non in acciaio come era sembrato in un primo momento. Si era spezzato il braccio orizzontale con i cartelli per le destinazioni di Firenze e Livorno nel punto di attaccatura alla sommità del palo piazzato nel campo accanto alla carreggiata. Una frazione di secondo e lo scarto tra uno scampato pericolo e il potenziale dramma si compie in un pomeriggio di pioggia e vento. Il meteo può aver contribuito al crollo, ma i riscontri hanno stabilito che non può essere l’unica causa.

Quella postazione era debole, resa vulnerabile da anni di manutenzione ignorata. Andava controllata con un’accuratezza che per l’accusa non c’è stata e sostituita con materiale sicuro.

Gli indagati fanno parte di Avr, la società che gestisce il global service (il servizio di manutenzione complessiva) e Città metropolitana di Firenze, l’ente capofila nella gestione della Fi-Pi-Li.

L’azienda romana si è messa fin da subito a disposizione della magistratura che attraverso consulenze ha chiarito la natura del pannello per consunzione. Nel corso delle indagini è emerso il sistema di controllo dei pannelli lungo l’arteria che da Firenze porta a Livorno. Una pratica a vista. Gli accertamenti sui cartelli avvenivano «a livello visivo».

«Una volta l’anno vengono effettuati controlli visivi sui pannelli, compresi i vari componenti metallici come i dadi o le flange e le parti in acciaio. E se vediamo anomalie si passa a indagini specialistiche – avevano spiegato al Tirreno dall’Avr –. Abbiamo analizzato il cartello caduto. Si è trattato di un difetto di fabbricazione o di un evento esterno».

Ora l’inchiesta indica altre cause e relative responsabilità per il pannello collassato in Fi-Pi-Li. —



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