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«Il tessile è in forte crisi, occorre prolungare gli ammortizzatori»

M.P.
«Il tessile è in forte crisi, occorre prolungare gli ammortizzatori»

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EMPOLI

L'uragano Covid-19 si è abbattuto nel circondario sui comparti di riferimento della Filctem Cgil con una forza inaudita. Oltre 600 richieste di accesso agli ammortizzatori sociali legati all'emergenza sanitaria per migliaia e migliaia di lavoratori. Chimica, tessile, calzaturiero, gomma plastica, vetro e ceramica. Tutti settori seguiti dalla confederazione sindacale, che in questi mesi hanno subito un colpo durissimo.

«Quello che stiamo osservando in questi mesi è molto peggio rispetto a quello che è accaduto in seguito alla crisi del 2008 – dichiara Sergio Luschi, funzionario della Filctem territoriale – la situazione è nerissima. Le oltre seicento richieste di accesso agli ammortizzatori sociali come la cassa integrazione straordinaria per Covid e il fondo riservato alle aziende artigiane (Fsba) testimoniano la gravità di questo momento. Ad essere coinvolti sono migliaia e migliaia di lavoratori». Il settore più colpito sul territorio è senza dubbio quello tessile.

«Tra quelli che seguiamo – prosegue – il comparto della moda è quello che nel circondario sta subendo i colpi peggiori. Negli undici comuni sono numerosissime le aziende del tessile e nella maggior parte dei casi si tratta di piccole imprese di filiera, che stanno risentendo gravemente dei contraccolpi subiti anche dai grandi marchi». Le stime sull'anno in corso, infatti, parlano di una riduzione del mercato che si aggira intorno al 30%. Ad essere investite da ciò sono le grandi firme, ma anche e soprattutto le aziende che per queste ultime lavorano. «Praticamente la moda ha perso una stagione – conclude – e questo non può che avere una conseguenza tremenda per aziende e lavoratori della filiera. Per garantire la tenuta occupazionale ed economica è necessario che il governo prolunghi gli ammortizzatori». —



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