Una causa di 17 anni fa: il Comune paga le spese legali
Per una controversia del 2003 riguardante una ristrutturazione edilizia il Tar della Toscana nel 2018 ha dato ragione al proprietario dell’immobile
EMPOLI
Nuove spese legate a cause legali per il Comune di Empoli: non cifre astronomiche – stiamo parlando di un totale intorno ai 3.400 euro – ma che rientrano comunque in debiti fuori bilancio che l'amministrazione municipale deve fronteggiare. La questione è passata di recente dal consiglio comunale in quanto, per queste spese non previste, c'è bisogno di avere il disco verde da parte dell'assise elettiva a procedere.
Sono due le questioni su cui il Comune è stato chiamato adesso a pagare, in virtù di precedenti condanne a cui non è stato presentato appello. La più consistente riguarda lo strascico di una causa al Tar della Toscana che si protrae dal lontano 2003 e risoltasi nel 2018 con il municipio chiamato a pagare 2.918,24 euro tra spese processuali e accessori di legge.
Nello specifico, la polizia municipale 17 anni fa intervenne in via Ormicello dove era in corso una ristrutturazione edilizia, ordinando di ripristinare il relativo edificio alle caratteristiche originarie.
La questione, passata in cavalleria, fu ripresa in mano dal tribunale amministrativo dopo anni, arrivando a giudizio nel maggio 2018. Nel frattempo nel 2015 il proprietario dell'immobile versò al Comune i soldi per il pagamento di un sanzione, ma il procedimento del Tar era andato avanti per una questioni di ampliamento dei locali, dando qui ragione al ricorrente ritenendo equivoca tale ordinanza, in quanto uno degli annessi realizzati era stato in precedenza oggetto di una domanda di condono presentata nel 1986. Sulla decisione del Tar il Comune si è mostrato dubbioso: secondo quanto riportato dal dirigente di settore Alessandro Annunziati in un documento dello scorso 22 giugno, l'ordinanza del 2003 «definiva puntualmente i vari manufatti accertati dopo il sopralluogo, definendoli completamente abusivi e quindi» l'ufficio edilizia privata «ha sicuramente ritenuto inutile la costituzione in giudizio per sostenere l'evidenza dei fatti, che poi il Tar ha travisato, sicuramente tratto in errore da un ricorso che ha certamente mistificato la realtà dei fatti».
L'altra questione interessa invece una sentenza del Giudice del Lavoro del Tribunale di Firenze legata a due ricorsi relativi a concessioni di assegni di maternità relative a persone straniere residenti a Empoli e con diritto di soggiorno. In tale caso il Comune non si era costituito in giudizio, si legge in una relazione, in quanto la giunta dell'Unione, nell'ottobre 2018, aveva accolto le domande e aveva notificato alle ricorrenti l'accoglimento della domanda. Il municipio, però, si è trovato a pagare le spese di lite sostenute dai ricorrenti per 487,58 euro.
Su queste due questioni legali lasciate correre e poi diventate fardello per il Comune è intervenuta anche la consigliera di Fratelli d'Italia, Simona De Rosa. «Queste condanne del municipio – ha detto nel corso della seduta in cui è stato discusso l'atto – nascondono degli errori processuali da parte della nostra amministrazione. Mi riferisco a una mancata previsione dell'esito di queste sentenze. Avremmo preferito maggiore prudenza: non è la prima volta che ci troviamo a votare atti di questo tipo dove al Comune viene addebitato il pagamento di spese processuali e le ulteriori di condanna. Su questo andazzo che si è preso non ci troviamo d'accordo». —
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