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Rifiuti edili abbandonati in campagna: è l’eredità dei lavori al nero col lockdown
Si tratta di sanitari, tubi in plastica, pannelli e altro materiale utilizzato nelle ristrutturazioni che ora vengono “smaltiti”
EMPOLI. Scarti di cantieri edili che affiorano sempre di più in giro nelle strade di campagna dell'Empolese Valdelsa. Sono molte le segnalazioni che stanno pervenendo come se, alla fine del lockdown, ci fosse stato un aumento generalizzato di questa pratica messa in atto per evitare i costi di smaltimento dei laterizi, delle strutture e dei sanitari che vengono tolti da un ambiente da riqualificare.
È successo per esempio in questi giorni in via San Vito, sulle colline di Montelupo Fiorentino andando verso Malmantile, dove sono stati scaricati tubi in plastica tagliati e altri sacchi con materiali di ristrutturazione. I residenti della zona parlano di un continuo via vai di persone che portano nella zona scarti di questo tipo. Altre recenti segnalazioni arrivano anche dalle colline di Empoli: a Monteboro c'è chi ha trovato dei sanitari smontati nelle campagne. Oppure a Martignana, nel comune di Montespertoli, dove chi abita in quella zona ha rinvenuto in via Tevere dei pannelli smontati chissà dove e abbandonati lì.
Di questa piaga se n'è occupato nei giorni scorsi il vicesindaco di Montelupo Fiorentino, Lorenzo Nesi, che ai residenti della zona collinare al confine con Lastra a Signa ha chiesto di fare segnalazioni al Comune o direttamente ad Alia, e non soltanto tramite i social, nella speranza che gli ispettori ambientali possano individuare i responsabili. Nesi ha promosso «un invito alle persone a non fare mai lavori a nero: il risparmio immediato è solo illusorio. Oltre a sottrarre risorse alla fiscalità generale (ospedali, strade, servizi) poi dobbiamo immancabilmente sopportare tutti il costo ambientale degli abbandoni di questi farabutti».
Che questa escalation sia conseguenza del lavoro nero in edilizia lo pensano anche alla Cna Empolese Valdelsa. «Con la crisi del settore poi sfociata nel lockdown – spiega il funzionario locale Fabrizio Fallani – c'è chi ha lavorato irregolarmente in quel periodo e, ora che si può circolare, ha modo di liberarsi dei calcinacci. Come associazione abbiamo ricevuto segnalazioni in merito sul territorio della città metropolitana. C'è chi ha lavorato in nero, magari con manodopera saltuaria, specialmente in zone più rurali, in ristrutturazioni di villette, luoghi più isolati e in cui i controlli erano meno probabili. È strano che questi abbandoni siano frutto di lavori in corso d'opera adesso, perché oggi come oggi le agevolazioni per le opere edilizie, di ristrutturazione e per il risparmio energetico stimolano a fare le cose alla luce del sole, ad avere le fatture per poi così detrarre i costi».
È bene ricordare infatti che, una volta presentata la Scia per la ristrutturazione, eseguendo gli appositi bonifici, è possibile portare in detrazione almeno fino al termine del 2020 il 50% dei costi di manutenzione straordinaria o ristrutturazione, fino a 96mila euro di spesa compresa Iva.
Daniele Dei .
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